@ - Lunigiana, l’antico percorso è un “prodotto turistico” sempre più frequentato, ma l’informazione non va

PONTREMOLI. Vizi e virtù di un’antica strada in terra di Lunigiana: la via Francigena, dal 1994 nominata “Itinerario Culturale Europeo” dal Consiglio d’Europa. Itinerario culturale, senza dubbio, ma anche religioso e turistico. E con qualche carenza.. Il tratto che conduce da Pontremoli ad Aulla (32 km., 8 ore di cammino) costituisce la tappa 23 in terra toscana dell’intero cammino. Il percorso lunigianese, si legge sul sito internet Regione Toscana/Speciali/Via Francigena “è senza particolari dislivelli, quota massima 250 metri, lungo strade sterrate e sentieri, per lunghi tratti nel bosco. Superata l’elegante pieve di Sorano, si attraversa l’antico borgo di Filattiera, poi lungo la valle del torrente Monia si giunge a Filetto e quindi a Villafranca”. In realtà durante tutta l’estate i “pellegrini”percorrono per lo più la statale della Cisa nel tratto Filattiera-Villafranca, esponendosi al sole implacabile e ai rischi del traffico. Perché? Perchè vi sono evidenti carenze di informazione.
Nelle vicinanze della pieve di Sorano si trova un Ufficio Informazioni, che ha scarsa disponibilità di depliant e mappe relativi alla Francigena. All’esterno vi sono un paio di vecchi cartelli: in uno il tracciato da Filattiera a Villafranca è indicato con una linea incerta e ormai sbiadita. L’altro riporta più in dettaglio il tracciato dal passo della Cisa a Pontremoli, ma è ormai quasi illeggibile. Il problema ad ogni modo è rappresentato da una insufficiente segnaletica locale per indirizzare i pellegrini e i viaggiatori sul tracciato antico. Infatti questi, che non conoscono il territorio e possono avere difficoltà nel leggere le mappe, giunti alla pieve di Sorano per lo più tirano dritto sulla statale. Eppure quel tracciato è molto suggestivo, abbastanza ben tenuto e correttamente segnalato lungo i sentieri in parte lastricati che attraversano prati e boschi. Altrettanto temo si possa dire per il tracciato che da Villafranca conduce a Virgoletta e poi a Fornoli. Alcuni giorni fa, appena fuori Villafranca, a due viaggiatori tedeschi – marito e moglie molto anziani – che arrancavano sotto il sole lungo la statale della Cisa ho chiesto perché non seguissero il tracciato antico da Filetto; mi hanno risposto che ne ignoravano l’esistenza.
La Regione Toscana ha investito molto sulla Francigena: con un Master Plan da 16 milioni di euro di risorse regionali per rendere fruibile il percorso in tutta sicurezza e dar vita ad un “prodotto turistico” (brutta espressione) di forte attrattiva internazionale. Nel periodo 2007-2015 c’è stato un incremento di presenze sul percorso del 22% con una crescita degli agriturismi (+ 38%) e delle strutture extra alberghiere (+ 35%). Per l’itinerario ciclo-turistico sono stati stanziati dalla Regione ai Comuni e Province 220.000 euro di contributi per la segnaletica e piccoli interventi di messa in sicurezza che dovevano essere completati entro il 2018. Il Comune di Mulazzo ha ottenuto l’itinerario ciclo-turistico su gran parte del proprio territorio, da Ponte Teglia a Lusuolo, ed ha già provveduto ad installare una segnaletica stradale.
Ma restano da attuare strumenti d’informazione più efficaci: ad esempio un sito internet ufficiale della Regione Toscana in più lingue, con i percorsi ben definiti e puntuali informazioni su ostelli e centri di accoglienza, agriturismi e B&B. E restano da recuperare e valorizzare antichi luoghi di sosta dei pellegrini, come lo spedale di Santa Maria di Groppofosco o di Arbaritulo in Lunigiana, in prossimità di Fornoli e di Lusuolo.
L’importanza della via Francigena è destinata a crescere ed affermarsi sempre di più come itinerario culturale e di pace. C’è ancora molto da fare, io credo, per formare una coscienza, una diversa consapevolezza tra le popolazioni interessate dal tracciato dell’antica strada. Accogliere non è solo un affare, un “prodotto turistico”. È innanzitutto una cultura, un segno di civiltà e di rispetto, di condivisione e di apertura verso l’Europa e il mondo.
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