19 ott 2019

L’ultima truffa: come rubare i soldi al Bancomat con un trucco

@ - E’ possibile fare una rapina al bancomat e mettersi in tasca i soldi dei clienti della banca. Un reportage ha dimostrato come si fa.

E’ un cattivo pensiero, ma è un pensiero che non pochi anni: poter rubare al bancomat dopo che una persona ha prelevato. Potrebbe essere realtà, anzi lo è sicuramente dato che di recente sempre più individui stanno davvero realizzando quanto abbiamo scritto e diventano in grado di violare queste macchine per far loro distribuire fiumi di banconote. E come lo fanno? Lo fanno utilizzando attacchi hacker facili da realizzare. Questo è quanto emerge da un reportage congiunto di Motherboard e dell’emittente tedesca Bayerischer Rundfunk. All’interno di questo lavoro si racconta come una serie di malware stiano finendo nelle mani di un pubblico di utenti che hanno proprio queste intenzioni tutt’altro che buone. Piano piano, questo trucco sta toccando parecchi bancomat nel mondo.
Il trucco per mandare in tilt il Bancomat e rubare molti soldi

Questi malware hanno un nome e questo nome è il Cutlet Maker.

Passiamo alla parte pratica: tale malware, per infettare i Bancomat scelti dai criminali, deve essere iniettato al loro interno attraverso la relativa porta USB.

Una volta fatto questo, il software risponde normalmente ai comandi che gli vengono dati da un dispositivo esterno, che possono portare il Bancomat a distribuire tutto il denaro di cui dispone.

Questo malware, Cutlet Maker, non risulta essere l’unico software del genere.

E’ stato ascoltato anche uno dei proprietari di questi Bancomat colpiti, il quale afferma che il rischio “non riguarda un modello specifico né un particolare marchio, e specialmente non si limita a una sola area del pianeta”.

Qual è allora il punto debole che permette una rapina del genere?

Dietro a questi Bancomat si celano dei vecchi computer il quali dispongono di un software realizzato ad hoc dai produttori dei dispositivi ma basato comunque su un sistema operativo che quasi sempre è una versione di Windows che non viene aggiornata da quando la macchina è stata installata.

Basta essere anche soltanto un po’ bravi con l’informatica per poter far cedere la macchina e mettersi in tasca i soldi altrui.

Certo, chi dovrebbe stare attento è la banca che dovrebbe renderne inaccessibili componenti sensibili come le porte USB.

Purtroppo, questo non viene fatto non solo in Italia, ma un po’ in tutto il resto del mondo.

Se ci si mette poi il fatto che questi software ormai sono in vendita da diversi mesi e si possono acquistare partendo da forum dedicati all’interno di reti virtuali private, il gioco è fatto.

Essi, infatti, costano davvero poco. Infine, in Europa gli attacchi sembrano essere minori rispetto ad alcune zone come Stati Uniti, America latina e sudest asiatico.

Stop a Johnson,Westminster rinvia Brexit Passa l'emendamento che impone slittamento del voto sul deal

@ - La Camera dei Comuni britannica ha approvato l'emendamento che impone lo slittamento del voto sull'accordo con l'Ue, di fatto aprendo la strada ad una nuova proroga della Brexit, rispetto alla scadenza del 31 ottobre.
L'emendamento, promosso dal dissidente Tory, Oliver Letwin - che afferma di essere favorevole all'accordo raggiunto dal premier Boris Johnson con l'Ue, ma di voler essere sicuro di evitare ogni rischio di no deal "per errore" - ha avuto il sostegno trasversale di altri 'ribelli' conservatori, degli unionisti nordirlandesi del Dup e della gran parte dei deputati dei partiti di opposizione. Ha ottenuto 322 sì contro 306 no.
Esso di fatto mira a imporre una nuova proroga della Brexit: suggerendo la sospensione della ratifica del deal fino all'approvazione di tutta la legislazione connessa, se necessario anche oltre la scadenza del 31 ottobre, contro il volere di Johnson.

18 ott 2019

Beppe Grillo, la provocazione: “Perché non togliere il diritto di voto agli anziani? Il futuro non sia modellato da chi non lo vedrà”

@ - Il fondatore del M5s si inserisce nel dibattito sulla possibilità di abbassare l'età per poter votare a 16 anni e va oltre con un post sul blog: "Cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni?". Salvini e Meloni contrari: "Che schifo".

“Privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età”, per garantire “che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale“. È la nuova provocazione lanciata da Beppe Grillo con un lungo post sul suo blog, dal titolo “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?“. Il fondatore del Movimento 5 stelle si inserisce nel dibattito sulla possibilità di abbassare l’età per poter votare a 16 anni (dagli attuali 18) rilanciata da Enrico Letta sulla scia dei Fridays for Future e appoggiata dai principali leader della maggioranza, così come dallo stesso Grillo. Che però adesso prova ad andare oltre: “In un mondo sempre più anziano, esperti, studiosi e politici propongono di abbassare l’età del voto (così come proposi anni fa), ma cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni?

Il post di Grillo cita più volte gli studi del filosofo ed economista belga, Philippe Van Parijs. L’idea di privare gli anziani del diritto di voto, scrive Grillo, “nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche. In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto“, si legge. “Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l’affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura”, scrive ancora Grillo.

“Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perché può farlo chi questo futuro non lo vedrà?”, si chiede ancora il fondatore del M5s. Che poi sottolinea come, secondo i dati Istat, in Italia “le persone che hanno più di 65 anni, vicine all’età della pensione, o che hanno già smesso di lavorare, sono oggi oltre 13 milioni e mezzo“. Grillo cita i casi del voto per la Brexit e delle elezioni di Donald Trump, ma anche delle posizioni su matrimoni gay, legalizzazione della marijuana e salvaguardia del clima, per evidenziare che “sempre i dati ci dicono che gli anziani non amano particolarmente il progresso, scelgono risultati più ‘vicini’ al loro stile di vita”.

“Questi dati dimostrano senza ombra di dubbio che le decisioni prese dalle generazioni più anziane influenzano gli interessi delle generazioni più giovani e non ancora nate. Ma privare il diritto al voto dei cittadini più anziani sarebbe giusto?“, si domanda Grillo. “La prima opposizione sarebbe quella della discriminazione, fondata sull’età. Ma è falso – sostiene – affinché vi sia discriminazione vi deve essere un trattamento diverso tra due o più gruppi/identità basato su alcune caratteristiche arbitrarie. In questo caso, le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c’è ingiustizia”. “Le generazioni non nate sono, sfortunatamente, incapaci di influenzare le decisioni che prendiamo qui ed ora. Tuttavia, possiamo migliorare il loro destino spostando il potere decisionale verso chi tra noi dovrà interagire con loro. Il dibattito è aperto“, conclude Grillo.

LE REAZIONI – Il dibattito si è effettivamente aperto, con le critiche di Matteo Salvini: “Poi arriva lo scemo di Grillo che dice di togliere il voto agli anziani. Magari lo togliamo a chi è stato condannato in via definitiva. Nei sai qualcosa? Poi cosa facciamo? Sterminiamoli, cancelliamoli. Mamma che volgarità, che schifo“, ha detto il leader della Lega. Giorgia Meloni invece arriva perfino a invocare l’intervento di Sergio Mattarella: “Grillo non è un cittadino qualsiasi, ma è il capo del partito di maggioranza relativa del Parlamento e il principale azionista del Governo. Non è tollerabile liquidare la sua proposta di togliere il diritto di voto agli anziani come il delirio di un folle o la battuta di un comico. Fratelli d’Italia chiede al Presidente della Repubblica di intervenire in maniera netta contro una proposta che mette in discussione il suffragio universale, ovvero il presupposto della democrazia. E mi aspetto una presa di posizione ufficiale anche dal presidente del Consiglio Conte, dal ministro degli Esteri Di Maio e da tutto il M5S. Chi rimane in silenzio è d’accordo con Grillo”, afferma la leader di Fratelli d’Italia.

Sette persone, tra cui l’autore televisivo Casimiro Lieto, sono state arrestate per un’indagine per corruzione nella Commissione Tributaria di Salerno

@ - Sette persone, tra cui l’autore televisivo Casimiro Lieto, sono state arrestate per un’indagine per corruzione nella Commissione Tributaria di Salerno. Tra le persone arrestate ci sono anche giudici e imprenditori, accusati di scambi di favori per controllare alcune decisioni della Commissione Tributaria, che si occupa di ricorsi contro l’amministrazione pubblica. Lieto, produttore e autore tra le altre cose del programma La prova del cuoco, è considerato molto vicino alla Lega di Matteo Salvini e si era parlato di lui qualche mese fa come possibile direttore di Rai Due.

13 ott 2019

Abolito il termine 'Alto Adige', non si potrà più dire nemmeno 'altoatesino'

@ - È quanto stato deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano. L'unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d'Italia sarà 'Provincia di Bolzano'.

Le parole 'Alto Adige' e "altoatesino" sono parole cancellate per legge e dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione, non dovranno più essere usate. L'unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d'Italia sarà 'Provincia di Bolzano'. Resta invariato il vocabolo in lingua tedesca, Suedtirol.

È quanto stato deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano che con 24 sì (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen), un no (quello di L'Alto Adige nel cuore-Fratelli d'Italia) e 5 astensioni (tra PD, Verdi, Lega, Team Koellensperger), ha approvato il disegno di legge n.30/19-XVI di iniziativa giuntale circa le "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea".

Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher nel suo intervento ha detto: "Credo che il Governo italiano non si permetterà di impugnare questa legge, l'impugnazione sarebbe un grave affronto, e comunque non ci sarebbero problemi davanti alla Corte costituzionale".

Successivamente il Landshauptmann ha aggiunto: "Il mio appello è di venirci incontro, io preferisco il termine 'Sudtirolo' ma nella Costituzione si parla di 'Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol' e di 'Provincia autonoma di Bolzano'". Il consigliere Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel Cuore) ha sostenuto che questi sono "atteggiamenti anti-italiani, non antifascisti".