25 feb 2020

Allerta coronavirus, tutti i sindaci convocati in Città metropolitana

@ - E vicino allo Spallanzani allestite le tende per un eventuale campo di accoglienza

Allerta coronavirus, tutti i sindaci della provincia di Roma sono stati convocati oggi alle 12 alla sede di Città Metrpolitana a Palazzo Valentini per un incontro con la sindaca Virginia Raggi.

Intanto un centinaio di volontari della protezione civile, molti dai Castelli Romani sono stati chiamati per montare un ospedale di campo accoglienza nei pressi dell'ospedale Spallanzani stamattina per accogliere eventuali malati e fronteggiare l'emergenza con altri spazi allestiti e attrezzati a livello sanitario.

I volontari della protezione civile di Lanuvio sono già sul posto affiancati da volontari di altri gruppi facenti parte del C.O.V (coordinamento organizzazioni volontari). Attivati dal dipartimento della protezione civile tramite il coordinamento regionale per installare il P.M.A. (postazione medico avanzata nella foto di archivio) in dotazione al coordinamento regionale. La struttura ospiterà il triage sanitario per le persone ammalate di covid19 e i casi positivi saranno avviati a due padiglioni dedicati senza passare per l'ospedale in modo da non contaminare la struttura.

24 feb 2020

A Terni stanno scomparendo i negozi (posti di lavoro e ricchezza): "Non è colpa solo della crisi..." „A Terni stanno scomparendo i negozi (posti di lavoro e ricchezza): "Non è colpa solo della crisi..."“

A Terni stanno scomparendo i negozi (posti di lavoro e ricchezza): "Non è colpa solo della crisi..."
@ - L'analisi del presidente regionale di Confesercenti Giuliano Granocchia sulle cause che hanno portato ad una drammatica chiusura delle attività commerciali.

A Terni stanno scomparendo i negozi (posti di lavoro e ricchezza): "Non è colpa solo della crisi..."

Pubblichiamo l'analisi del presidente regionale di Confesercenti Giuliano Granocchia sulle cause che hanno portato ad una drammatica chiusura delle attività commerciali, 
soprattutto medio-piccole e nei 
centro storici. Non solo 
colpa della 
crisi economica...
********
Hanno tutti il verso negativo i dati sull’andamento delle attività commerciali in Umbria ed in particolar modo per le due città capoluogo di Perugia e Terni. La crisi iniziata nel 2008 fa registrare nel centro storico di Perugia un -32,4 dal 2008 ed un meno 5% dal 2016 ed un -8% nello stesso periodo a terni.
Di fronte a dati come questi è necessario da parte di tutti i soggetti che sono chiamati a definire le scelte strategiche del territorio regionale una piena presa di coscienze della drammaticità della situazione.

Va denunciato il fatto che questa situazione non può essere imputata solo alla crisi. Vi sono cause territoriali determinate da scelte profondamente sbagliate che molte amministrazione locali hanno fatto in tema di urbanistica commerciale. Lo steso decreto Bersani, se in un primo momento, dopo decenni di ingessamento del settore, aveva portato una dinamica virtuosa ha oggi dispiegato tutti i suoi aspetti negativi avendo aperto le porte alle medie e grandi superfici di vendita. Le amministrazioni comunali, da una parte senza reali strumenti legislativi e dall’altra alla ricerca di risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione non hanno saputo resistere alle richieste della grande distribuzione. 

Oramai le nostre città in senso allargato non solo i centri storici sono circondate spesso da centri commerciali che riproducono format più o meno uguali, con quasi sempre gli stessi grandi marchi che rendono quasi insostenibile la possibilità di esistenza di piccoli negozi soprattutto in alcune categorie merceologiche. Lo stesso commercio on-line ha dispiegato i suoi effetti prima sui piccoli, ed ora rischia di colpire le realtà delle grandi strutture. E’ cosa risaputa la drammatica dinamica dei fallimenti dei grandi mall dove sono stati persi circa 460.000 posti di lavoro sostituiti solo in minima parte nel settore dell’e-commerce.
Non basta denunciare che una vetrina chiusa è una strada meno sicura. Sono anni che viene detto e l’e-commerce è esploso. Non bastano limitati interventi di settore, sono anni che vengono fatti con risultati quasi nulli. Ci auguriamo interventi settoriali la cui applicabilità sia rispondenti in termini di tempistica e burocratizzazione ai bisogni dei commercianti. Negli anni passati abbiamo assistito a strumenti così complessi e burocratizzati che alla fine non hanno permesso, in alcuni casi, l’utilizzo delle risorse.

Il commercio di prossimità è giunto il momento di una riflessione, non sulle cause abbondantemente conosciute, ma sulle politiche necessarie capaci di bloccare il declino ed invertire la rotta. Allora intanto è pensabile che le amministrazioni comunali, in accordo con la regione, intervengano sugli strumenti urbanistici per decretare uno stop a nuove apertura di medie e grandi superfici. Che sul tema si apra una riflessione. E poi sono necessarie politiche di reinsediamento di servizi e famiglie nei centri storici. Ed ancora una nuova politica della mobilità che privilegi quella alternativa all’auto usata; una nuova politica che rivitalizzi vie e piazze prendendo esempio da quanto fatto in molte realtà europee. Confesercenti dell’Umbria rimarca la sua volontà di dare un contributo di riflessione a tutte le azioni ed i soggetti che con le loro scelte possono invertire la drammatica direzione delle chiusure.

Coronavirus, come riconoscerlo e come comportarsi per evitare il contagio (o ridurre le probabilità di contagio). La guida.

@ - Coronavirus, come riconoscerlo e come comportarsi. Una delle domande più diffuse sulla rete, ma non solo, è quella su come riconoscere il Coronavirus, che dalla metà del mese di febbraio è diventato a pieno titolo un problema italiano. 


Che cos’è il coronavirus 
Il COVID-19 appartiene a un’ampia famiglia di virus che porta a malattie lievi o moderati e comuni. Il nome è legato alla forma del virus. I sintomi sono quelli del raffreddore e possono trasformarsi in patologie respiratorie.

Coronavirus, come riconoscerlo: i sintomi 
Ma come riconoscere il coronavirus? I sintomi sono quelli di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, per far il punto sulla sintomatologia comune. Nei casi più gravi il coronavirus può portare a una polmonite e una sindrome respiratoria acuta.

Le persone a rischio 
Come per ogni malattia esiste una fascia particolarmente a rischio. Si tratta di pazienti con patologie croniche dell’apparato cardio-vascolare e dell’apparato respiratorio. I soggetti a rischio sono soprattutto i neonati e gli anziani.

Coronavirus, come si cura e come si guarisce 
La buona notizia è che il coronavirus non è un male imbattibile, Anzi, parte delle persone infette è guarita spontaneamente. La cura avviene anche attraverso l’assunzione di farmaci per dolori muscolari, articolari e febbre. 

Come evitare il contagio
Le autorità sanitarie hanno diramato diversi appelli e consigli per evitare il contagio o almeno ridurre le probabilità di contagio. 

È possibile ridurre il rischio di infezione lavandosi spesso le mani in modo corretto, evitare il contatto diretto con persone che presentano sintomi respiratori, come ad esempio tosse e starnuti. Si consiglia poi di evitare la carne cruda o poco cotta. 

Come evitare il contagio? 
Tuttavia, spiega l’Iss, è possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti: 

lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche
Il decalogo del Ministero della Salute.

22 feb 2020

Riano, aggredisce la moglie e la figlia di lei: 43enne arrestato

@ - I Carabinieri della Stazione di Castelnuovo di Porto hanno arrestato un 43enne di nazionalità romena, per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

La cronaca
L’uomo in evidente stato di ubriachezza, al culmine dell’ennesimo litigio scoppiato per futili motivi all’interno delle mura domestiche, ha aggredito la moglie convivente e la figlia minorenne della donna.

La donna, dopo essere riuscita a barricarsi all’interno della stanza da letto, è riuscita a chiamare i Carabinieri. I militari intervenuti in pochi minuti, hanno bloccato l’esagitato all’interno dell’abitazione, mentre inveiva verso le due donne.


Le due vittime sono stati accompagnate al pronto soccorso, dove sono state medicate e dimesse con alcuni giorni di prognosi. Il 43enne è stato arrestato ed accompagnato presso il carcere di Rebibbia.

Coronavirus, Burioni: "Dopo la quarantena cosa non bisogna fare adesso". Contagio italiano, governo sotto tiro

@ - "Il coronavirus è democratico, infetta tutti". Roberto Burioni invita i politici a smetterla con "polemiche e delusioni", anche se il primo ad essere stato attaccato è stato proprio lui, per aver chiesto quello che oggi è diventato ovvio: quarantena per chi tornava dalla Cina. "Mi hanno dato dell'allarmista, addirittura del fascioleghista - ricorda il virologo al Corriere della Sera - perché dall'inizio ho sostenuto che l'isolamento delle persone provenienti dalla Cina fosse l'unico modo efficace per evitare il diffondersi del virus. Sottolineo: persone, non cinesi". 

Dopo i primi contagi italiani, 17 casi tra il Lodigiano e Monselice, in Veneto, "niente panico". Per Burioni, "in primis bisogna individuare tutte le persone entrate in contatto con i malati. E sarà meglio, secondo me, isolarne 20 di più che 20 di meno. Due settimane di quarantena non sono mica 10 anni di carcere duro. Si tratta di un piccolo sacrificio che tutti questi cittadini, ne sono sicuro, sapranno affrontare per il bene pubblico. E lo stesso deve valere, senza alcuna eccezione, per chi viene in Italia dalla Cina facendo scalo in altri aeroporti. Quarantena per tutti". Parole di buon senso che sembrano state accolte, finalmente, anche dal governo. Forse troppo tardi. Burioni spera che chi strumentalizza l'emergenza venga punito politicamente, ma allo stesso tempo ricorda: "Bisogna evitare altre due cose, la sopravvalutazione e la sottovalutazione del virus. Sopravvalutarlo può creare forti disagi nella vita dei cittadini. Guai però a sottovalutarlo: perché si può morire".