Tutti i fortunati che vivono a sbafo del Campidoglio - Roma Capitale - iltempo: "Cinquecentosettantaquattro immobili censiti, sviscerati, analizzati in ogni minimo particolare. Importo dei canoni o delle indennità, durata dei contratti, morosità, posizione reddituale degli inquilini, eventuali contenziosi aperti.
Francesco Paolo Tronca ha fatto i compiti a casa. Il minimo sindacale per un amministratore pubblico, un fatto quasi epocale visti i precedenti che hanno portato allo sfacelo di Affittopoli. Eppure i risultati del lavoro del commissario straordinario non sono stati resi pubblici, limitandosi a numeri generici e proiezioni, alla gigantografia di un file excel con tanti nomi oscurati. «Questione di privacy», secondo Tronca, che cade nel comportamento rituale - ahinoi - del politico medio, quello di dire il peccato ma non il peccatore. L’ennesimo atto di scarsa trasparenza verso i romani, stesse scuse dell’Amministrazione tragata Marino quando fu proprio Il Tempo a chiedere: «fuori i nomi». Perché la «privacy» può essere chiamata in causa solo per gli inquilini degli alloggi Erp (popolari), che costituiscono una parte degli immobili presenti nella lista che oggi pubblichiamo per la seconda volta in queste pagine. Nomi e cognomi degli inquilini del patrimonio disponibile potrebbero essere resi noti, eccome. Nel frattempo dobbiamo "accontentarci" del mero elenco dei 574 alloggi utilizzati dalla task-force dell’ex prefetto di Milano come campione da dare in «dono alla città» e alle amministrazioni future. A questi, aggiungiamo gli altri 439 immobili fuori dal centro storico, comunque in zone di pregio, oggetto del prossimo screening che dovrà essere effettuato dal Campidoglio per un totale di 1013 alloggi. Un risultato a cui Il Tempo era giunto già più di un anno fa, agli albori dell’inchiesta Affittopoli, andando a scandagliare gli elenchi confusionari del Dipartimento Patrimonio, facendoci domande e trovando spesso in risposta muri di gomma e bocche cucite. Era febbraio del 2015. È bastato, a Il Tempo come al Commissario, prelevare dagli elenchi del patrimonio disponibile e da quelli dell’edilizia residenziale pubblica gli alloggi del Primo Municipio. Certo, merito poi dello staff del Commissario è stato di mettere al lavoro magistratura penale e contabile, Agenzia delle Entrate e Avvocatura per ottenere vita, morte e miracoli degli inquilini, anche se la giustizia si era già mossa per indagare sul fronte dei locali commerciali proprio grazie alle nostre inchieste.
Ma che fine farà tutto questo lavoro se non partiranno gli sfratti e non verranno adeguati i canoni? «La beffa è finita», ha detto in conferenza stampa Marcello Minenna, responsabile dell’ufficio Analisi quantitative e braccio destro di Tronca. Ne siamo sicuri? Per ora agli atti c’è solo un file segreto, senza nomi né cifre.
SFRATTI E ADEGUAMENTI
Dunque, come Il Tempo ripete ormai da più di un anno, c’è gente che si affaccia dal balcone, si gode la vista di Colosseo e San Pietro e una volta al mese rinuncia al caffè o a una cena in pizzeria per pagare l’affitto a Roma Capitale. La domanda cruciale è: quando questi immobili torneranno a disposizione del Campidoglio? E quando verranno adeguati i canoni? «Dai tempi di Robespierre esiste la divisione dei poteri», ha ironizzato dallo scranno della Sala della Protomoteca Carla Romana Raineri, ex consigliere della Corte d’Appello di Roma e collaboratrice di Tronca, ribadendo che «sarà la magistratura a dettare la tempistica dei contenziosi aperti», perché «per gli sfratti vanno seguite delle regole».
Tempi lunghi dunque? Intanto l’Avvocatura ha iniziato a ripescare dal lungo elenco di cause civili avviate - oltre 30mila - tutti i contenziosi che avessero visto nel tempo l’Amministrazione capitolina parte in un giudizio di sfratto, di recupero della disponibilità di immobili di proprietà abusivamente occupati e di contestazione di pregresse morosità.
«Sono state intercettate circa 1200 posizioni sensibili e recuperati i titoli esecutivi, dando priorità di trattazione a quelli di imminente scadenza», alludendo così al fatto che la prescrizione decennale avesse potuto vanificare molti degli sfratti avviati prima del 2006.
LE MOROSITÀ
Oltre a quelle dei canoni ridicoli e dei contratti scaduti, l’altra grande beffa di Affittopoli ha riguardato le morosità, ovvero il mancato pagamento degli affitti. E l’indagine di Tronca, per ora, qualche nuovo numero l’ha portato. Intanto, che ben l’85% degli inquilini del Primo Municipio è moroso, per complessivi 4,5 milioni di euro. Poi, che degli oltre 28mila immobili comunali, insiste una «morosità storica» di ben 350 milioni di euro. Un dato indubbiamente enorme. Altra riflessione, andrebbe fatta sulla gestione del patrimonio. Il Comune appalta all’esterno l’invio dei bollettini per il pagamento degli affitti e la relativa riscossione. Un servizio pagato a caro prezzo, per anni eseguito dalla Romeo Gestioni e dal 2015 affidato a Prelios, al costo di 1,5 milioni l’anno. Il risultato però è sconfortante: nel 2015, ad esempio, dei 50 milioni da incamerare, ne sono stati riscossi la metà, appena il 50%. Un disastro senza appello per le casse del Comune."
Francesco Paolo Tronca ha fatto i compiti a casa. Il minimo sindacale per un amministratore pubblico, un fatto quasi epocale visti i precedenti che hanno portato allo sfacelo di Affittopoli. Eppure i risultati del lavoro del commissario straordinario non sono stati resi pubblici, limitandosi a numeri generici e proiezioni, alla gigantografia di un file excel con tanti nomi oscurati. «Questione di privacy», secondo Tronca, che cade nel comportamento rituale - ahinoi - del politico medio, quello di dire il peccato ma non il peccatore. L’ennesimo atto di scarsa trasparenza verso i romani, stesse scuse dell’Amministrazione tragata Marino quando fu proprio Il Tempo a chiedere: «fuori i nomi». Perché la «privacy» può essere chiamata in causa solo per gli inquilini degli alloggi Erp (popolari), che costituiscono una parte degli immobili presenti nella lista che oggi pubblichiamo per la seconda volta in queste pagine. Nomi e cognomi degli inquilini del patrimonio disponibile potrebbero essere resi noti, eccome. Nel frattempo dobbiamo "accontentarci" del mero elenco dei 574 alloggi utilizzati dalla task-force dell’ex prefetto di Milano come campione da dare in «dono alla città» e alle amministrazioni future. A questi, aggiungiamo gli altri 439 immobili fuori dal centro storico, comunque in zone di pregio, oggetto del prossimo screening che dovrà essere effettuato dal Campidoglio per un totale di 1013 alloggi. Un risultato a cui Il Tempo era giunto già più di un anno fa, agli albori dell’inchiesta Affittopoli, andando a scandagliare gli elenchi confusionari del Dipartimento Patrimonio, facendoci domande e trovando spesso in risposta muri di gomma e bocche cucite. Era febbraio del 2015. È bastato, a Il Tempo come al Commissario, prelevare dagli elenchi del patrimonio disponibile e da quelli dell’edilizia residenziale pubblica gli alloggi del Primo Municipio. Certo, merito poi dello staff del Commissario è stato di mettere al lavoro magistratura penale e contabile, Agenzia delle Entrate e Avvocatura per ottenere vita, morte e miracoli degli inquilini, anche se la giustizia si era già mossa per indagare sul fronte dei locali commerciali proprio grazie alle nostre inchieste.
Ma che fine farà tutto questo lavoro se non partiranno gli sfratti e non verranno adeguati i canoni? «La beffa è finita», ha detto in conferenza stampa Marcello Minenna, responsabile dell’ufficio Analisi quantitative e braccio destro di Tronca. Ne siamo sicuri? Per ora agli atti c’è solo un file segreto, senza nomi né cifre.
SFRATTI E ADEGUAMENTI
Dunque, come Il Tempo ripete ormai da più di un anno, c’è gente che si affaccia dal balcone, si gode la vista di Colosseo e San Pietro e una volta al mese rinuncia al caffè o a una cena in pizzeria per pagare l’affitto a Roma Capitale. La domanda cruciale è: quando questi immobili torneranno a disposizione del Campidoglio? E quando verranno adeguati i canoni? «Dai tempi di Robespierre esiste la divisione dei poteri», ha ironizzato dallo scranno della Sala della Protomoteca Carla Romana Raineri, ex consigliere della Corte d’Appello di Roma e collaboratrice di Tronca, ribadendo che «sarà la magistratura a dettare la tempistica dei contenziosi aperti», perché «per gli sfratti vanno seguite delle regole».
Tempi lunghi dunque? Intanto l’Avvocatura ha iniziato a ripescare dal lungo elenco di cause civili avviate - oltre 30mila - tutti i contenziosi che avessero visto nel tempo l’Amministrazione capitolina parte in un giudizio di sfratto, di recupero della disponibilità di immobili di proprietà abusivamente occupati e di contestazione di pregresse morosità.
«Sono state intercettate circa 1200 posizioni sensibili e recuperati i titoli esecutivi, dando priorità di trattazione a quelli di imminente scadenza», alludendo così al fatto che la prescrizione decennale avesse potuto vanificare molti degli sfratti avviati prima del 2006.
LE MOROSITÀ
Oltre a quelle dei canoni ridicoli e dei contratti scaduti, l’altra grande beffa di Affittopoli ha riguardato le morosità, ovvero il mancato pagamento degli affitti. E l’indagine di Tronca, per ora, qualche nuovo numero l’ha portato. Intanto, che ben l’85% degli inquilini del Primo Municipio è moroso, per complessivi 4,5 milioni di euro. Poi, che degli oltre 28mila immobili comunali, insiste una «morosità storica» di ben 350 milioni di euro. Un dato indubbiamente enorme. Altra riflessione, andrebbe fatta sulla gestione del patrimonio. Il Comune appalta all’esterno l’invio dei bollettini per il pagamento degli affitti e la relativa riscossione. Un servizio pagato a caro prezzo, per anni eseguito dalla Romeo Gestioni e dal 2015 affidato a Prelios, al costo di 1,5 milioni l’anno. Il risultato però è sconfortante: nel 2015, ad esempio, dei 50 milioni da incamerare, ne sono stati riscossi la metà, appena il 50%. Un disastro senza appello per le casse del Comune."
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