9 mar 2016

Due fedi in una chiesa, la Curia si oppone - La Stampa

Due fedi in una chiesa, la Curia si oppone - La Stampa: "Due fedi in una sola chiesa. Di fianco all’ingresso il cartello è chiaro e informa i credenti: la santa messa cattolica si celebra ogni domenica alle ore 19, quella ortodossa lo stesso giorno e sullo stesso altare alle 10,30. In via Petitti 24, in una chiesetta dedicata a Maria Consolatrice che è stata ristrutturata con il lavoro artigiano e certosino dai cattolici, dal 21 di febbraio hanno trovato casa, la stessa piccola e colorata casa, due comunità religiose che non si parlano da quasi un millennio. Cattolici e ortodossi, un prete e un pastore, convivono sotto lo stesso tetto e lo stesso crocifisso.  
Ortodossi minoritari, per la verità. Fedeli della Chiesa Ortodossa d’Europa, chiamata anche Chiesa autonoma del Patriarcato Autocefalo di Parigi, che riconosce la sua massima autorità nel Patriarca Nicolas I residente nella capitale francese.  
L’esempio della convivenza tra le due chiese è un esperimento più unico che raro di ecumenismo e condivisione di spazi per il rito. E in qualche modo segna, nel suo piccolo, la storia del nostro tempo. Anche se le due comunità ortodossa e cattolica che convivono sotto lo stesso tetto a San Salvario sono state ben attente a separare gli orari delle celebrazioni, «per non far incontrare i fedeli», e così il calice per il vino e la patena per le ostie, comprese le ostie stesse, sono tenute distanti, chiuse in armadietti diversi.  
 
EVENTO STORICO  
Finora, nella cappella delle due fedi, si sono celebrate tre messe ortodosse e quattro cattoliche. Il giorno dell’inaugurazione i due reggenti, don Mario Cuniberto per i cattolici e padre Paolo Giordana per gli ortodossi del Patriarcato d’Europa, hanno anche pregato insieme. Un momento singolare: le due comunità, quella cattolica e quella ortodossa ufficiale, nella nostra città si parlano e hanno rapporti. Ai massimi livelli delle gerarchie ecclesiali, il disgelo tra le chiese c’è stato poco tempo fa, con l’abbraccio a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill. Un incontro tra i leader delle due chiese preparato da 20 anni, avvenuto all’Avana lo scorso 12 febbraio.  
 
LA CHIESA SCONSACRATA  
Tornando a San Salvario, la coabitazione in via Petitti è stata finora possibile perché la chiesetta è sconsacrata. Costruita 100 anni fa, oggi è di proprietà dell’Asl, che l’ha data in comodato d’uso all’associazione degli ex allievi e genitori della scuola delle suore di Maria Santissima Consolatrice, che sorgeva lì di fianco. L’associazione se ne è presa cura. L’ha ristrutturata, raccogliendo un bel gruzzolo dalle donazioni dei cittadini, l’ha ritinteggiata, arredata con amore. Per riaprirla meno di un mese fa, in uno dei quartieri più multietnici e sperimentali della città. E infatti l’esperimento pionieristico, forse un po’ temerario (ma «del tutto in buona fede» tengono a precisare i sacerdoti) dei due preti conviventi sotto lo stesso crocifisso ha fatto drizzare le orecchie alla diocesi. «Non abbiamo nulla contro questo patriarcato, che per noi può celebrare dove vuole - spiega don Valter Danna, provicario generale della Diocesi -, ma il rito cattolico non può condividere lo spazio con una chiesa non accettata». Ci sono regole di ufficialità. Ortodossi e cattolici hanno iniziato a parlarsi, ma «tra chiese riconosciute». 
 
SI CHIEDONO CHIARIMENTI  
La piccola esperienza ecumenica di San Salvario, dunque, rischia di finire presto. La diocesi ha avviato una richiesta di chiarimenti su come sia nato l’incontro, sbocciato in una coabitazione che finora è stata felice dei fedeli . Una quindicina quelli ortodossi. Un centinaio quelli cattolici. Che nemmeno si incrociavano nelle domeniche di messa. Per padre Paolo Giordana e qualche decina di assidui frequentatori del rito, la chiesetta di Maria Consolatrice sembrava un approdo definitivo, dopo che il Patriarcato era stato costretto ad abbandonare la sede di corso Inghilterra, trasformata in un sushi bar. Per don Mario Cuniberto, anziano prete dalla grande apertura d’animo (in passato è stato segretario del cardinal Pellegrino) la condivisione nella chiesa che si rifà al culto mariano comune a entrambe le fedi non rappresentava un grande problema. Ma domenica una delle due celebrazioni rischia di saltare.  "


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