12 gen 2016

Giubileo dei migranti, a San Pietro anche 200 richiedenti asilo | Roma Sette

Giubileo dei migranti, a San Pietro anche 200 richiedenti asilo | Roma Sette: "Attesi in oltre 6mila all’appuntamento del 17 gennaio, di 30 nazionalità diverse. Attraverseranno la Porta Santa con la Croce di Lampedusa


Attraverseranno la Porta Santa con la Croce di Lampedusa, poi celebreranno la Messa nella basilica di San Pietro, prima di partecipare alla preghiera dell’Angelus con Papa Francesco. È il programma che attende gli oltre 6mila migranti e rifugiati di 30 nazionalità diverse che domenica 17 gennaio arriveranno da tutte le diocesi del Lazio per prendere parte al Giubileo dei migranti, nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Con loro ci saranno anche 200 richiedenti asilo del Cara di Castelnuovo di Porto.

A presentare l’iniziativa questa mattina, martedì 12 gennaio, nella Sala Marconi di Radio Vaticana il vescovo Guerino Di Tora, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes. Il Lazio, ha ricordato, «è la regione del Centro Italia con il maggior numero di immigrati, oltre 600mila, di cui 500mila a Roma. Ma è anche la regione che ha oltre 400mila emigranti italiani. 8mila sono i richiedenti asilo e i rifugiati accolti nei Cara, nei centri di accoglienza straordinaria e negli Sprar del Lazio: l’8% degli oltre 100mila accolti in Italia».

In occasione della conferenza stampa di presentazione della Giornta, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un telegramma alla Fondazione Migrantes, invocando «una più stretta cooperazione internazionale in materia di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati». L’obiettivo: svolgere un’azione «realmente efficace», garantendo «protezione a quanti hanno diritto all’asilo» e insieme «sicurezza alle comunità di accoglienza». Per questo, prosegue Mattarella, «occorrono politiche comuni in grado di governare oltre l’emergenza fenomeni di portata epocale, espressione dell’ineludibile interdipendenza  di un mondo globalizzato». Ancora, «è necessaria – afferma – una più stretta cooperazione internazionale in materia di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, mirata a contrastare i transiti irregolari, insieme al traffico e allo sfruttamento di esseri umani».Presente con un messaggio anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano. «L’integrazione – scrive il ministro – è un processo che deve svolgersi nel rispetto delle diverse identità ma anche della legalità  e della cultura del Paese ospitante». Soprattutto in un momento storico come questo,«dominato dalle minacce del terrorismo di matrice jihadista», il tema dell’integrazione «è destinato a intersecarsi con quello della sicurezza». Altri messaggi sono stati inviati alla Cei per l’occasione dia ministri di Esteri, Salute e Ambiente.
«Depenalizzare il reato di clandestinità». Questa la richiesta di cui si è fatto portatore il direttore generale della Fondazione Migrantes monsignor Giancarlo Perego: «Sarebbe un atto di grande intelligenza per il nostro Paese», ha dichiarato. La speranza è che «l’intelligenza di far uscire le persone da una situazione di insicurezza superi la paura, anche per fare in modo che collaborino nella lotta al traffico di esseri umani». Se invece dovesse permanere il reato, ha osservato, «proseguirebbe una realtà inutile da tutti i punti di vista che rischia di incrinare lo Stato di diritto: una persona non deve essere penalizzata per uno stato ma solo se commette un reato. Una condizione di vita non può essere un reato». La depenalizzazione, nonostante il recente dietrofront degli ultimi giorni da parte del governo, «sarebbe un atto importante per far superare le paure irrazionali che, tante volte, fanno dimenticare i diritti fondamentali delle persone».

A oggi, ha riferito ancora il direttore generale di Migrantes, sono 27mila i migranti accolti nelle parrocchie, comunità religiose, monasteri e santuari di tutta Italia. Al momento dell’appello del Papa il 6 settembre 2015 erano quasi 23mila, da allora è aumentata molto la disponibilità delle parrocchie all’accoglienza: si stima da 1000 a 5000. «Soprattutto laddove i comuni sono stati latitanti – ha precisato Perego – è cresciuto l’impegno dell’accoglienza ecclesiale. Ad esempio in Lombardia una persona su 2 è accolta presso strutture ecclesiali». Quindi ha annunciato l’intenzione della Chiesa italiana di compiere una rilevazione completa ad un anno dall’appello del Papa.

In vista della Giornata, giovedì 14 gennaio il superiore generale della Compagnia di Gesù padre Adolfo Nicolas incontrerà alle 16 nella Chiesa del Gesù rifugiati, volontari e amici del Centro Astalli, proponendo una riflessione sul pericolo di chiusura da parte dei Paesi industrializzati alle richieste di accoglienza dei migranti."


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