Albergatrici e cortigiane: "Il primo giubileo della storia della cristianità fu quello del 1300, bandito com’è noto da papa Bonifacio VIII. Un enorme afflusso di pellegrini raggiunse Roma, tanto che la città, priva di strutture di accoglienza, di locande, di alberghi, non riusciva ad accoglierli. L’affollamento era tale che, come ricorda Dante nel XVIII canto dell’Inferno, fu introdotta la circolazione alternata per attraversare Ponte Sant’Angelo. Nei secoli successivi sarà ancora peggio, e i pellegrini appartenenti a confraternite diverse si scontreranno a mano armata sul ponte per avere il diritto di precedenza.
Fu in occasione del giubileo del 1300 che i romani si improvvisarono albergatori tramutando le loro case in locande, un uso che sarebbe continuato a lungo, fino a oggi. In quest’opera di accoglienza, le donne svolsero un ruolo fondamentale sia allora, nel primo giubileo, che in quelli successivi. Meno numerose degli uomini nel ruolo di pellegrine — dati i rischi e le difficoltà di lunghi percorsi a piedi attraverso luoghi sconosciuti e gravidi di pericoli non solo per la loro borsa ma anche per la loro castità — le donne seppero invece, a Roma, farsi albergatrici, ostesse, infermiere e alleviare le fatiche dei pellegrini con cibi, bevande, stanze calde e letti confortevoli. Sovente, se non nella realtà almeno nei timori delle autorità cittadine, fra tutte queste donne albergatrici potevano nascondersi anche prostitute, e le autorità diffidavano delle locande senza insegna e cercavano, invano, di controllarle e di scoraggiarle.
Fino al Cinquecento inoltrato il giubileo rappresentò un vero e proprio affare per gli albergatori, dal momento che l’accoglienza era a pagamento e che i pellegrini dovevano restare a Roma almeno quindici giorni per compiere ripetute visite alle basiliche per poter lucrare l’indulgenza plenaria. Quindici giorni in cui dovevano pur dormire e mangiare. Ma a partire dalla metà del Cinquecento, in clima di crescente disciplinamento religioso, l’aspetto mercenario dell’accoglienza nel corso del giubileo si attenua fortemente perché alla rete di ostelli e alberghi più o meno improvvisati si sostituisce la rete di ospedali e confraternite che svolgono il loro ruolo di assistenza gratuitamente, come dovere religioso.
Il pellegrinaggio assume un crescente carattere di gruppo, diminuiscono i pellegrini isolati, cresce il ruolo delle confraternite laiche. Il ruolo delle donne è anche qui molto importante, in particolare quello delle donne dei ceti superiori, aristocratiche e alto borghesi, che si prodigano nell’accoglienza, lavano i piedi dei pellegrini, li servono a tavola. Sono loro le responsabili dell’organizzazione dell’accoglienza, raccolgono fondi, finanziano gli ospizi e gli ospedali.
Ma vediamo di seguire un po’ più da vicino questo percorso. Se il giubileo del 1300 è caratterizzato dal fiorire di alberghi e locande, un po’ come i bed and breakfast di oggi, anche in quelli successivi il problema di come alloggiare, nutrire e assistere un numero tanto alto di pellegrini restò aperto. In particolare nell’importante giubileo del 1450, che sembrò segnare la fine della decadenza di Roma dopo la cattività avignonese e il grande scisma e dare inizio alla grande stagione urbanistica che ne avrebbe mutato l’aspetto, Roma attrasse un numero incredibile di pellegrini, tanto che vi si contavano 1022 locande ufficiali, cioè munite di regolare insegna, e molte altre non ufficiali, cioè case trasformate in ostelli. Il problema dell’ospitalità da dare ai pellegrini era uno dei più assillanti tra quelli che caratterizzarono quell’anno santo: molti dormivano all’addiaccio, e per quanto cresciute di numero, locande e ostelli non bastavano alla bisogna.
Nel giubileo del 1500 giocò un ruolo importante nell’organizzare l’accoglienza Vannozza Caetani, l’amante del cardinal Rodrigo Borgia assunto nel 1492 al soglio pontificio, madre dei suoi quattro figli. Quando cessò di essere la favorita di Alessandro vi, Vannozza si trasformò in un’abile donna d’affari e divenne fra l’altro albergatrice, approfittando della circostanza del giubileo per prendere la gestione di ben cinque locande, tra cui quella della Vacca, una delle migliori della città, dove pare che, oltre a vitto e alloggio, venissero offerte ai pellegrini anche cortigiane e prostitute. In questo caso, ci avrebbe pensato l’indulgenza plenaria da lucrare nei giorni successivi a cancellare ogni loro peccato. Il modello comportamentale seguito dall’ex favorita del papa è quello delle popolane romane, ma praticato a un livello superiore. Vannozza investe, guadagna, allarga i suoi affari con l’anno santo, approfittando anche dello sguardo di favore che comunque le autorità non potevano non avere per colei che restava la madre dei figli del pontefice. Non è esente infatti dal sospetto di usura e, come abbiamo visto, di lenocinio." SEGUE >>>
Fu in occasione del giubileo del 1300 che i romani si improvvisarono albergatori tramutando le loro case in locande, un uso che sarebbe continuato a lungo, fino a oggi. In quest’opera di accoglienza, le donne svolsero un ruolo fondamentale sia allora, nel primo giubileo, che in quelli successivi. Meno numerose degli uomini nel ruolo di pellegrine — dati i rischi e le difficoltà di lunghi percorsi a piedi attraverso luoghi sconosciuti e gravidi di pericoli non solo per la loro borsa ma anche per la loro castità — le donne seppero invece, a Roma, farsi albergatrici, ostesse, infermiere e alleviare le fatiche dei pellegrini con cibi, bevande, stanze calde e letti confortevoli. Sovente, se non nella realtà almeno nei timori delle autorità cittadine, fra tutte queste donne albergatrici potevano nascondersi anche prostitute, e le autorità diffidavano delle locande senza insegna e cercavano, invano, di controllarle e di scoraggiarle.
Fino al Cinquecento inoltrato il giubileo rappresentò un vero e proprio affare per gli albergatori, dal momento che l’accoglienza era a pagamento e che i pellegrini dovevano restare a Roma almeno quindici giorni per compiere ripetute visite alle basiliche per poter lucrare l’indulgenza plenaria. Quindici giorni in cui dovevano pur dormire e mangiare. Ma a partire dalla metà del Cinquecento, in clima di crescente disciplinamento religioso, l’aspetto mercenario dell’accoglienza nel corso del giubileo si attenua fortemente perché alla rete di ostelli e alberghi più o meno improvvisati si sostituisce la rete di ospedali e confraternite che svolgono il loro ruolo di assistenza gratuitamente, come dovere religioso.
Il pellegrinaggio assume un crescente carattere di gruppo, diminuiscono i pellegrini isolati, cresce il ruolo delle confraternite laiche. Il ruolo delle donne è anche qui molto importante, in particolare quello delle donne dei ceti superiori, aristocratiche e alto borghesi, che si prodigano nell’accoglienza, lavano i piedi dei pellegrini, li servono a tavola. Sono loro le responsabili dell’organizzazione dell’accoglienza, raccolgono fondi, finanziano gli ospizi e gli ospedali.
Ma vediamo di seguire un po’ più da vicino questo percorso. Se il giubileo del 1300 è caratterizzato dal fiorire di alberghi e locande, un po’ come i bed and breakfast di oggi, anche in quelli successivi il problema di come alloggiare, nutrire e assistere un numero tanto alto di pellegrini restò aperto. In particolare nell’importante giubileo del 1450, che sembrò segnare la fine della decadenza di Roma dopo la cattività avignonese e il grande scisma e dare inizio alla grande stagione urbanistica che ne avrebbe mutato l’aspetto, Roma attrasse un numero incredibile di pellegrini, tanto che vi si contavano 1022 locande ufficiali, cioè munite di regolare insegna, e molte altre non ufficiali, cioè case trasformate in ostelli. Il problema dell’ospitalità da dare ai pellegrini era uno dei più assillanti tra quelli che caratterizzarono quell’anno santo: molti dormivano all’addiaccio, e per quanto cresciute di numero, locande e ostelli non bastavano alla bisogna.
Nel giubileo del 1500 giocò un ruolo importante nell’organizzare l’accoglienza Vannozza Caetani, l’amante del cardinal Rodrigo Borgia assunto nel 1492 al soglio pontificio, madre dei suoi quattro figli. Quando cessò di essere la favorita di Alessandro vi, Vannozza si trasformò in un’abile donna d’affari e divenne fra l’altro albergatrice, approfittando della circostanza del giubileo per prendere la gestione di ben cinque locande, tra cui quella della Vacca, una delle migliori della città, dove pare che, oltre a vitto e alloggio, venissero offerte ai pellegrini anche cortigiane e prostitute. In questo caso, ci avrebbe pensato l’indulgenza plenaria da lucrare nei giorni successivi a cancellare ogni loro peccato. Il modello comportamentale seguito dall’ex favorita del papa è quello delle popolane romane, ma praticato a un livello superiore. Vannozza investe, guadagna, allarga i suoi affari con l’anno santo, approfittando anche dello sguardo di favore che comunque le autorità non potevano non avere per colei che restava la madre dei figli del pontefice. Non è esente infatti dal sospetto di usura e, come abbiamo visto, di lenocinio." SEGUE >>>
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