14 nov 2015

Tutti gli allerta degli 007 Paura per il Giubileo - Politica - iltempo

Tutti gli allerta degli 007 Paura per il Giubileo - Politica - iltempo: "Sono passati pochi minuti. Le notizie che arrivano da Parigi sono ancora frammentarie. Il bilancio dei morti sale. Gli ostaggi nella sala da concerti Bataclan, le esplosioni all’esterno dello Stade de France , i tifosi bloccati sul prato alla fine della partita. Le agenzie italiane battono un comunicato del Viminale: «Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, dopo i primi contatti con il capo della Polizia Alessandro Pansa, ha disposto un immediato innalzamento dei livelli di sicurezza su tutto il territorio nazionale». L’antiterrorismo italiano è in costante contatto con gli omologhi francesi, anche allo scopo di predisporre ulteriori interventi preventivi.
Inutile nascondersi. Ancora una volta il terrore bussa ai confini del nostro Paese. Ancora una volta è la Francia a finire sotto attacco. E l’Italia trema. I miliziani dell’Isis lo ripetono da mesi: arriveremo a Roma. La Capitale della cristianità, la città simbolo degli «infedeli».
Le immagini della basilica di San Pietro con la bandiera nera del Califfato che sventola ha fatto il giro del mondo. Una provocazione. Ma soprattutto un obiettivo. E con il Giubileo alle porte la paura cresce.
Giusto giovedì il blitz antiterrorismo «JWeb», portato a termine dai carabinieri del Ros con le autorità giudiziarie e di polizia di Gran Bretagna, Norvegia e Finlandia coordinate da Eurojust, aveva sgominato una cellula jihadista attiva tra il nostro Paese e il Nord Europa. Tra i «compiti» dei terroristi quello di ingrossare le file dello Stato Islamico e reclutare combattenti, foreign fighters, da inviare al fronte siro-iracheno.
È lì che l’Isis combatte la battaglia per la propria sopravvivenza. Ma per vincere ha bisogno di destabilizzare l’Occidente attraverso attentati come quelli di Parigi. Di far capire ai nemici che questa è una «guerra sporca» che si combatte in ogni città, in ogni strada.
Non in questi giorni, nell’area della provincia di Roma e nelle zone tra Lazio e Umbria, si è svolta «Dynamic Arrow Plus», un’esercitazione coordinata dal Comando Brigata Granatieri nella caserma «Gandin» congiuntamente con le forze dell’ordine, e in piena sinergia con la Prefettura di Roma e le sale operative della Questura e del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri.
E non a caso ieri, ad assistere, c’era anche il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. È lui l’uomo che avrà la responsabilità di garantire la sicurezza durante l’Anno Santo straordinario che comincerà il prossimo 8 dicembre. Ieri ha voltuo «verificare le capacità di sinergia e di interoperabilità tra le unità dell’Esercito e le forze di Polizia nel controllo del territorio nazionale».
Sul campo, oltre ai reparti della Brigata Granatieri di Sardegna, anche assetti specialistici della forza armata (artiglieria controaerei, unità cinofile, genio, dell’Aviazione Esercito, delle Trasmissioni e assetti per la difesa nucleare biologica e chimica -NBC) e del Comando provinciale dei carabinieri e della Questura di Roma.
Basterà questo spiegamento di forze per farci dormire sonni tranquilli? Difficile dirlo. Difficile fare previsioni visto quello che succede intorno a noi. Di certo c’è che da oggi siamo ancora di più nel mirino dei tagliagole.
E un primo banco di prova potrebbe già essere il viaggio che Papa Francesco ha intenzione di compiere in Africa dal 25 al 30 novembre. Il rischio di attentati è dietro l’angolo, soprattutto per l’uomo che rappresenta la Chiesa.
Bergoglio ha annunciato che anticiperà l’inizio del Giubileo a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove aprirà la Porta Santa nella cattedrale della Madonna di Fatima.
Le forze di sicurezza locali non sono in grado di disporre un apparato tale da poter garantire la sicurezza. E le insidie a cui il Papa si esporrebbe sono davvero tante. Giovedì prossimo è prevista una conferenza stampa in Vaticano dove dovrebbe sciogliersi la riserva sul viaggio, che al momento sarebbe ancora in sospeso. Da Bangui, intanto, non arrivano notizie rassicuranti. Il Nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana, monsignor Franco Coppola, in un’intervista al Tg2000 ha rinnovato le sue preoccupazioni per la visita del Santo Padre nella capitale: «Si stanno susseguendo, da un mese a questa parte, diversi incidenti. Purtroppo la situazione non è ancora sotto controllo».
Condizioni proibitive, dunque, che destano più di un allarme. A fine settembre, infatti, si sono verificati altri episodi di violenza che hanno insanguinato le strade della città. E adesso il viaggio del Papa, che avrebbe intenzione di visitare anche l’Uganda e il Kenya, è sinonimo di pericolo. Soprattutto dopo quello che è accaduto a Parigi.
Nicola Imberti"

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