21 nov 2015

«Questi terroristi violentano Dio Il Giubileo? Non aumenta i rischi» - Regione - Il Mattino di Padova

«Questi terroristi violentano Dio Il Giubileo? Non aumenta i rischi» - Regione - Il Mattino di Padova: "PADOVA. «Ci sentiamo tutti un po’ disarmati da questa propaganda di violenza che vorrebbe legittimare i propri progetti attribuendoli ad una presunta volontà di Dio che si imporrebbe contro l'uomo stesso, contro chi non accetta la sua volontà e non si sottomette. Questo è un Dio violentato. Dove si tradisce l'uomo e lo si fa inneggiando il nome di Dio anche l'immagine divina viene violentata. Un’insopportabile bestemmia, come ha ricordato papa Francesco». Parole di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana per volontà del pontefice. Di scena a Padova, al convegno della Fondazione Teologica del Triveneto intitolata «Dove va l'umano?», Galantino non elude l’eco drammatica della strage parigina e rilancia: «Il giorno dopo Parigi, in Nigeria 140 ragazzi sono stati uccisi in una scuola. Ne siamo tutti a conoscenza? Ci importa davvero? La riflessione critica dei cristiani deve avvenire alla luce della fede e, senza negare la brutalità di quanto accaduto e il buio che l'accompagna, deve offrire al mondo in cerca di pace nuove prospettive di speranze». Ma è sufficiente offrire l’altra guancia a chi teorizza e pratica la soppressione feroce del diverso? «Di guance ne abbiamo due e ormai sono piene di schiaffi», sorride amaro «ma la nonviolenza che ci anima non è rinuncia né tantomeno rassegnazione. Denunciare i signori della guerra, i predicatori di odio e i trafficanti di armi, opporre loro i valori della pace e della fratellanza, non ha minore efficacia che imbracciare un’arma. Perché noi ricerchiamo un nuovo umanesimo, ispirato alla gioia a dell’umiltà di Gesù , che fondi sulla giustizia e sulla misericordia».
I temi del Giubileo, sì. Un evento planetario al centro di timori crescenti, soprattutto a Roma... «Ma credete davvero che Is, Boko Haram, Al Qaeda attendano il Giubileo per colpire? Secondo questa logica, bisognerebbe chiudere i ristoranti e i caffé o vietare i concerti e le partite di calcio. Se io ritenessi che il Giubileo aumenterà i rischi di attentati, scriverei oggi stesso al Papa chiedendogli di fare un passo indietro. Ma non lo credo affatto. Bisogna capire cosa sta nella testa e nel cuore di questi uomini e di queste donne che non hanno bisogno di un appuntamento particolare per entrare in azione»; «Oltretutto, quella di Roma è solo una delle opzioni: la bolla giubilare ricorda che ogni porta dietro la quale si trova un malato, un povero, un carcerato, quella è una porta santa. Chi la varca non perde nulla in termini spirituali rispetto a chi si reca a San Pietro». E tuttavia, irischi per l’incolumità dei pellegrini e del Papa sono reali... «Nessuno sottovaluta le minacce e i pericoli potenziali. Il livello di sicurezza è stato elevato, anche da parte della Gendarmeria Vaticana che non è una realtà folkloristica ma un organismo dotato di grande professionalità: sono autorizzato a dirvi che, in prossimità del viaggio del Santo Padre in Centrafrica per l’apertura del Giubileo, la Gendarmeria sta collaborando con l’Onu proprio sul versante sicurezza. Detto ciò, la violenza è imprevedibile e putroppo, chi semina terrore gioca sempre d’anticipo».
Qual è la posizione definitiva della Chiesa a fronte delle iniziative di guerra annunciate e attuate da Paesi quali la Francia, la Russia, gli Stati Uniti che stanno bombardando le roccaforti terroriste in Siria e in Iraq? «Per la Chiesa

la guerra non è mai la soluzione dei problemi, comprendiamo le esigenze di difesa ma ci chiediamo: chi finanzia e chi arma davvero il terrorismo dell’Is? Voci autorevoli hanno chiamato in causa uomini e governi che siedono nel G20. Un’eventualità angosciante»."


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