14 ott 2020

Ponzano Romano, trasportava merce rubata guidando senza patente e senza assicurazione

@ - Nei giorni scorsi gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Roma Nord, in autostrada, all’altezza di Ponzano Romano, notavano un’autovettura Mini cambiare repentinamente corsia di marcia come per sfuggire ad un eventuale controllo. 


Nonostante la manovra elusiva effettuata dal conducente, i poliziotti riuscivano, comunque, a fermare il veicolo.

Ecco cosa è successo
In pochi minuti gli agenti constatavano che il conducente, un 29enne romeno, già noto alle forze dell’ordine, guidava il veicolo sprovvisto di patente (perché mai conseguita) e di copertura assicurativa.

Da un accurato controllo del veicolo gli agenti hanno trovato un ingente quantitativo di merce di cui il conducente non era in grado di indicarne la provenienza. In particolare, nel vano portabagagli della Mini, erano occultati generi alimentari, cosmetici, profumi, lacche per capelli, rasoi e numerose confezioni di adesivo per dentiere.

La strana spesa ha indotto i poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale di Roma Nord ad effettuare qualche accertamento che ha consentito, in breve, di comprendere che i cosmetici rinvenuti erano stati illecitamente sottratti da un negozio di Viterbo appartenente ad una nota catena.

Il cittadino romeno è stato sanzionato per le violazioni amministrative e denunciato per il reato di ricettazione mentre, il veicolo su cui viaggiava è stato sottoposto a sequestro amministrativo. Parte della refurtiva è stata restituita al proprietario. Per il resto della merce sequestrata si è in attesa di accertarne la provenienza.

13 ott 2020

Coltiva droga per 2,1 mln euro,arrestato Blitz a Livorno in villetta, sequestrate piante e attrezzature

@ - Scoperta una grande coltivazione di marijuana a Livorno, nella zona sud della città. 

Il proprietario che secondo le indagini la coltivava, uno chef di 46 anni, è stato arrestato dalla Gdf per detenzione e produzione di stupefacenti. Ora è in carcere. Trovata nella sua villetta e nel terreno accanto una piantagione da cui avrebbe ricavato droga per un valore di mercato di 2,1 mln di euro

Decisivo il forte odore che proveniva dalla serra allestita per la produzione completa. I finanzieri hanno individuato la coltivazione proprio grazie all'insistente odore che si diffondeva per le strade. Sequestrati 8,6 kg di marijuana pronti per la vendita; 704 piante di canapa indiana; 87 lampade alogene alimentate da impianti fotovoltaici; la villetta di 244 mq e il terreno adiacente di 1.045 mq. La droga già pronta avrebbe reso 17 mila dosi, le piante avrebbero prodotto ulteriori 300 grammi ciascuna. Le stime Gdf dei ricavi sono di 86 mila euro per la droga pronta e di oltre 2,1 milioni per quella in produzione.

12 ott 2020

Governo-enti locali, parte la trattativa sul Dpcm. I Comuni chiedono modifiche alla stretta sui locali

@ - Adesso la palla passa agli enti locali. Dopo il confronto con il Cts, è con loro il prossimo round di discussione delle nuove misure anti-covid che sono emerse ieri sera nel vertice di maggioranza con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. 

Domani pomeriggio il ministro delle Regioni Francesco Boccia ha convocato la “cabina di regia” già utilizzata durante il lockdown per raccordare lo Stato con i territori in modo rapido. A quel punto, il premier dovrà decidere se passare per un consiglio dei ministri vero e proprio, prima del nuovo Dpcm, o saltare quel passaggio – tecnicamente non necessario - sulla base della condivisione tra Pd, Cinquestelle, Leu e renziani al summit domenicale. Ma non è esclusa anche una riunione con tutti i governatori. Dipenderà anche dai tempi, data la fretta che attanaglia Conte. Tuttavia, l’obiettivo di varare il decreto già lunedì sera è molto difficile da raggiungere e la deadline finale rimane mercoledì.

La cabina di regia comprende tre governatori (il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna, il lombardo Attilio Fontana, il siciliano Nello Musumeci), tre sindaci (il presidente dell’Anci Antonio De Caro, Virginia Raggi e un primo cittadino del Nord), tre presidenti di provincia guidati dal capo dell’Upi Michele De Pascale. Il ministro Boccia ha evocato un “clima positivo” e di “collaborazione produttiva” con le Regioni. La fase “dialogante” è confermata dalla consueta diretta Facebook del governatore ligure Giovanni Toti per aggiornare sui dati della sua regione: “Ho sentito Boccia e domani ci verranno sottoposte le misure per il nuovo Dpcm. Ci saranno restrizioni per tenere sotto controllo il virus e non fare la fine di altri Paesi europei”. Tra queste, due elementi tecnici che Toti considera positivi: “La possibilità di usare i test antigenici rapidi come screening e la riduzione della quarantena”. Che dovrebbe passare, nelle previsioni del governo, da 14 a 10 giorni. Il governatore ligure, che ancora ieri bacchettava il “moralismo” che spinge a colpire i giovani e la movida, usa toni decisamente più soft: “Ho detto a Boccia di cercare di danneggiare il meno possibile un’economia che fa fatica: bar, ristoranti, momenti di socialità. Bisogna contenere il contagio ma evitare chiusure troppo penalizzanti. Non vorrei per proteggere dall’epidemia fare morire per colpa dell’economia...”.

Alla trattativa con il governo si preparano anche i comuni, sui quali ricadrà l’onere di dare concretezza al giro di vite governativo e di vigilare affinché sia rispettato. “Non ho l’abitudine di commentare provvedimenti che ancora non esistono – premette a HuffPost Antonio Decaro, sindaco di Bari alla guida dell’Anci –. I Comuni hanno sempre offerto al governo la massima collaborazione e ascolteremo attentamente le valutazioni del Cts”. Tuttavia, l’Anci si presenterà al tavolo di domani con una proposta di modifica delle misure fin qui discusse: “Per noi sindaci più che bloccare la sosta delle persone fuori dai locali vietando gli assembramenti, sarebbe meglio interrompere la somministrazione di bevande sia alcoliche che analcoliche fuori dagli stessi – spiega Decaro - In sostanza, sarebbe più facile vietare l’asporto dopo una certa ora. A quel punto o si consuma all’interno dei locali, nel rispetto del distanziamento, oppure nel proprio domicilio”.

In pratica, sarebbe più semplice un intervento a monte rispetto al divieto di assembramento tout court, molto più difficile da controllare da parte delle forze dell’ordine. “Il problema grosso è rappresentato da chi beve una birra o una bibita fuori dai bar. Se si impedisce questo, gli assembramenti si scioglieranno da soli”. Questa la proposta dell’Anci, per cui interrompere l’asporto alle 21 sarebbe un po’ troppo presto – meglio le 22 o le 23 – ma c’è la disponibilità a discutere. “Se si facesse così, non ci sarebbe bisogno di chiudere bar e locali alle 24. Potrebbero rimanere aperti più a lungo, purché rispettino le distanze e le altre norme di sicurezza al loro interno”. Un modo anche di venire incontro alle esigenze dei ristoratori, che temono di vedere dimezzati i propri introiti.

Un altro punto dolente per Regioni e Comuni è l’ipotesi – ciclica - di ridurre la capienza dei mezzi pubblici dall’attuale 80% al 50%. Non se ne è parlato al vertice di Palazzo Chigi, ma è un suggerimento che diversi scienziati avanzano. Tuttavia, governatori e sindaci alle prese poi con la furia della cittadinanza appiedata ribattono che a meno posti dovranno corrispondere più autobus. Traduzione: il governo stanzi le risorse necessarie.

2 ott 2020

ecobonus: Dall'Agenzia delle Entrate chiarimenti sulla cessione del credito a più fornitori

@ - Nel caso in cui i lavori edilizi che accedono alle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica (c.d. ecobonus) siano stati effettuati da più fornitori, è possibile optare per la cessione del credito solo ad uno di loro?

Ecobonus e cessione del credito: la domanda all'Agenzia delle Entrate
Premettiamo subito che il caso trattato dalla risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 425 dell'1 ottobre 2020 riguarda un intervento realizzato e saldato prima dell'1 luglio 2020 e, quindi, precedente le nuove possibilità di sconto in fattura e cessione del credito previste dall'art. 121 del D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Nel caso di specie, il contribuente istante è il titolare di una ditta che ha effettuato dei lavori unitamente ad un secondo fornitore. Successivamente, il contribuente ha deciso di optare per la cessione del credito e l'istante si è reso disponibile a rilevarla interamente, considerato che l'altro fornitore non si era reso disponibile ad acquistare la sua parte pro-quota del credito.

Tanto premesso, il titolare della ditta chiede di sapere se ciascun fornitore può essere cessionario solo della quota parte del credito corrispondente alla prestazione erogata o può acquisire anche la quota di credito spettante all'altro fornitore, nell'ipotesi in cui quest'ultimo non sia interessato ad acquisire il credito.

Ecobonus e cessione del credito: i presupposti normativi

L'Agenzia delle Entrate ha ricordato che l'art. 14 del D.L. n. 63/2013 prevede al comma 2-sexies che:
"Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al medesimo articolo 14, in luogo della detrazione, i soggetti beneficiari, diversi da quelli indicati al comma 2-ter, possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari".

Tale possibilità di cedere il credito, originariamente circoscritta ai soli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali è stata estesa, a partire dall'1 gennaio 2018 a tutti gli interventi di riqualificazione energetica, quindi anche a quelli fatti sulle singole unità immobiliari.

Con la circolare del 18 maggio 2018, n. 11/E, nonché con la circolare del 23 luglio 2018, n. 17/E l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito all'ambito applicativo della cessione del credito. In particolare, la circolare n. 11/E ha individuato i seguenti soggetti in favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito:
  • fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili;
  • altri soggetti privati, per tali intendendosi, oltre alle persone fisiche, anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d'impresa, anche in forma associata (società ed enti);
  • banche e intermediari finanziari nelle sole ipotesi di cessione del credito effettuate dai soggetti che ricadono nella no tax area.
Le modalità attuative della cessione del credito sono state definite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 28 agosto 2017, prot. n 165110 e con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 18 aprile 2019, prot. n. 100372, relativamente alla cessione del credito con interventi su singole unità immobiliari. Nel provvedimento prot. 100372 è stato stabilito che "in presenza di diversi fornitori, la detrazione cedibile è commisurata all'importo complessivo delle spese sostenute nel periodo di imposta nei confronti di ciascun fornitore".

Ecobonus e cessione del credito: la risposta dell'Agenzia delle Entrate
In definitiva, rispondendo al quesito del contribuente, è possibile acquisire a titolo di cessione l'intero ammontare delle detrazioni fiscali c.d. Ecobonus maturate dal cedente, a nulla rilevando la circostanza che parte del credito acquisito è relativo ad interventi effettuati da altri fornitori che hanno rinunciato al credito.

29 set 2020

In auto sarà obbligatoria la Pec. I nuovi obblighi per chi guida

@ - Che il mondo contemporaneo sia in continua evoluzione lo si sapeva. Ma che la Pec diventasse importante anche in auto è una novità. La posta elettronica e i messaggi (i vecchi sms, ma anche le nuove applicazioni di messaggistica istantanea) hanno sostituito completamente lettere e stanno mandando in pensione le raccomandate. Il denaro contante viene man mano sostituito dalla moneta elettronica: lo smartphone ci segue ovunque e rende la tecnologia trasportabile e alla portata di tutti. Quindi perché non utilizzare la pec a bordo di un auto?


La posta elettronica e i messaggi (i vecchi sms, ma anche le nuove applicazioni di messaggistica istantanea) hanno sostituito completamente lettere e stanno mandando in pensione le raccomandate. Il denaro contante viene man mano sostituito dalla moneta elettronica: lo smartphone ci segue ovunque e rende la tecnologia trasportabile e alla portata di tutti. Quindi perché non utilizzare la pec a bordo di un auto?

La Pec, ogni giorno, guadagna terreno: si evitano i costi di spedizione di una raccomandata. Nello stesso momento sta diventando indispensabile e necessaria in molti ambiti. Le imprese ed i professionisti, ormai, sono obbligati a possederne una se voglio continuare ad operare.

Pec ed auto: quali obblighi scattano dal 1° ottobre!
Il 1° ottobre 2020 sarà una data molto importante. Tutte le imprese ed i professionisti avranno l'obbligo di dotarsi di un indirizzo Pec valido a tutti gli effetti. Chi non dovesse adempiere a questo obbligo potrebbe essere soggetto a pesanti sanzioni. Una domanda che molti si stanno ponendo e se davanti ad una più vasta e generalizzata diffusione della posta elettronica certificata non si arrivi al momento in cui la Pec possa diventare obbliatoria anche per gli automobilisti. Lo scopo, ovviamente, sarebbe quello di raggiungerli più velocemente per notificare loro eventuali multe per delle violazioni commesse alla circolazione stradale con la propria auto.

Cerchiamo di capire, a questo punto, come stiano effettivamente le cose e quali siano i casi in cui un proprietario di un'auto sia obbligato a dotarsi di una Pec valida. Fin dal 2009 esiste per i professionisti iscritti agli Ordini od ai Collegi l'obbligo di dotarsi di una Pec. Questo obbligo è stato esteso a tutte le società nel 2011, che devono adempiere a questo obbligo dichiarando il proprio indirizzo Pec nel momento in cui si iscrivono al Registro Imprese.

L'obbligo di avere un indirizzo Pec è stato poi esteso alle ditte individuali, compresi gli artigiani e a tutte le nuove partite Iva. Anche le pubbliche amministrazioni e gli Enti pubblici devono essere dotati di almeno una Pec per le comunicazioni con i cittadini.

Cosa cambia, quindi, dal 1° ottobre 2020? Il Decreto Semplificazioni ha introdotto delle sanzioni amministrative per le società e le imprese individuali che non abbiano ottemperato all'obbligo entro il 1° ottobre 2020. Per il momento, però, l'automobilista in generale non è tenuto ad avere una Pec regolarmente funzionante. Anche se ci sono delle proposte di legge che si starebbero muovendo in questo senso. Per il momento l'obbligo della Pec è stabilito per i professionisti, per i lavoratori autonomi o per le imprese, non per chi sia titolare di una patente di guida o sia proprietario di un'auto.
Pec: cosa succede per le multe stradali?

In altre parole sono obbligati a dotarsi di una Pec ditte ed imprese. Ma anche i professionisti iscritti ad un albo professionale. In questi casi gli organi di polizia che abbiano rilevato una violazione del codice della strada potranno decidere di notificare i verbali di contravvenzione con un messaggio Pec, rinunciando all'uso della raccomandata. La mail, inviata tramite Pec, dovrà contenere in allegato il verbale completo di tutti i suoi elementi e firmato digitalmente. Per queste categorie, l'obbligo di dotarsi di una Pec equivale alla costituzione di un domicilio digitale e l'indirizzo dovrà essere inserito negli appositi elenchi del registro Ini-Pec, che potrà essere consultato digitalmente.

Nel momento in cui gli organismi che stanno redigendo un verbale e che procedono all'identificazione del trasgressore, rilevano che il proprietario del veicolo è un soggetto obbligato a possedere una Pec regolarmente attiva - come nel caso di una società - rintracciano il suo indirizzo dagli elenchi digitali e notificano il verbale sulla Pec attribuita. In tali casi, la notifica si intenderà effettuata nel momento in cui il messaggio è stato inoltrato e consegnato nella casella Pec del destinatario, a prescindere dal fatto che egli lo abbia effettivamente letto o meno. Da tale data decorreranno, quindi, i termini utili per effettuare il pagamento o per presentare l’eventuale ricorso.

Pec per tutti gli automobilisti!
Probabilmente l'obbligo di attivare la Pec potrebbe estendersi alle persone che utilizzano regolarmente un'auto od una moto. In questi giorni è stata depositata in Parlamento una proposta di legge che mira a modificare il Codice della strada in materia di revisione. Questa proposta di legge stabilisce che al momento della prima revisione periodica successiva all'entrata in vigore della legge, il proprietario dell'auto sia tenuto a comunicare il proprio indirizzo Pec, che quindi sarà inserito negli archivi informatizzati della Motorizzazione Civile. Questo, insieme agli dati già in possesso, dovrebbe servire a notificare tramite Pec le violazioni commesse dal proprietario dell'auto.

E' il Cnel, ossia il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, l'autore della proposta. L'obiettivo è quello di semplificare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini e di abbattere i tempi ed i costi di recapito dei verbali, che attualmente arrivano ad incidere per 10 o 15 euro per ogni multa notificata con lettera raccomandata: la voce è rilevabile nelle “spese di notifica” che si aggiungono alla sanzione da pagare.