15 mag 2021

Inaugurazione Centro per l’Arte Contemporanea PRAC a cura di Graziano Menolascina

                                       
a cura di Graziano Menolascina

TONY OURSLER


Omaggio a CARAVAGGIO
Andrea Aquilanti, Andrea Fogli, Jannis Kounellis, Felice Levini, H.H. Lim, Christiane Löhr, Mimmo Paladino, Michele Zaza


Il Comune di Ponzano Romano è lieto di annunciare il giorno 16 maggio 2021, alle ore 11:00, l’apertura del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea PRAC, diretto e curato da Graziano Menolascina. Istituito in due location Palazzo Liberati e la Chiesa di Santa Maria ad Nives situate all’interno del cuore del borgo medievale della città. Il PRAC opera nel campo della promozione e della cultura per la conservazione del patrimonio naturale, storico, artistico e soprattutto sulla divulgazione di eventi legati al mondo del contemporaneo attraverso la collaborazione diretta degli artisti.

L’apertura del PRAC prevede un grande progetto personale con un ciclo di installazioni ambientali, inserite all’interno delle affrescate mura della Chiesa di Santa Maria ad Nives, con l’artista statunitense Tony Oursler pioniere della video-art sin dagli anni ottanta a New York. Le note opere multimediali che caratterizzano il fulcro del lavoro di Oursler sono video proiettati in tre dimensioni, su superfici di interessanti forme, accentuando così la carica espressiva del soggetto nell’atto di parlare, osservare e urlare. Combinando scultura, proiezioni e registrazioni della voce umana, Oursler ricerca l’integrazione con il pubblico e l’animazione di concetti psicologici e filosofici all’interno di uno spazio quasi onirico. Tony Oursler nasce a New York nel 1957 e frequenta il California Institute of Arts, dove completa gli studi nel 1979. Tony Oursler ha esposto, tra gli altri, al Centre Georges Pompidou di Parigi; al Portikus di Francoforte; al Van Abbemuseum di Eindhoven; al Whitney Museum di New York; al Musée d’Art Contemporain di Bordeaux; alla Kunstverein di Hannover; al Hirshorn Museum & Sculpture Garden a Washington DC; al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Inoltre ha partecipato alle Documenta 8, 9, 10 a Kassel.

Contestualmente a Palazzo Liberati si svilupperà un grande progetto collettivo intitolato “Omaggio a Caravaggio”, grazie alla partecipazione ed al contributo dato dagli artisti, Andrea Aquilanti, Andrea Fogli, Jannis Kounellis, Felice Levini, H.H. Lim, Christiane Löhr, Mimmo Paladino e Michele Zaza. Partendo proprio da una grande opere di Jannis Kounellis dalla quale prende il nome la mostra, il percorso ricognitivo si sviluppa sulle esperienze artistiche contemporanee, attraverso una selezione di importanti opere di artisti italiani e stranieri tutti di fama internazionale ambientate per l’occasione, negli spazi del PRAC. Il progetto è incentrato su un obbiettivo di riferimento culturale capace di stimolare questioni di carattere scientifico, politico e sociale, offrendo l’occasione per discutere ed approfondire tematiche strettamente legate alle visioni della realtà e del suo immaginario. Entrambi le esposizioni si impegnano a presentare una scelta di lavori appartenenti non solo all’intera gamma delle tematiche extra-artistiche ma anche soffermandosi sui media tradizionali di pittura, fotografia ed installazioni. Tony Ousler al Centro per l’Arte Contemporanea 

PRAC
Tony Ousler
Chiesa Santa Maria ad Nives
Omaggio a Caravaggio
Andrea Aquilanti, Andrea Fogli, Jannis Kounellis, Felice Levini, H.H. Lim, Christiane Löhr, Mimmo Paladino, Michele Zaza
Palazzo Liberati

a cura di Graziano Menolascina

Inaugurazione 16 maggio 2021, ore 11:00
PRAC
via XX settembre 6, Ponzano Romano (RM)
Info: 338 810 44 48

L’uso eccessivo di antibiotici umani minaccia gli scimpanzé selvatici in via di estinzione

@ - «Dobbiamo pensare alle malattie infettive all'interno di quadri evolutivi ed ecologici, qualcosa che spesso non viene fatto in medicina».

E’ noto da tempo che le malattie infettive sono la più grande minaccia per gli scimpanzé in via di estinzione, il recente studio “Antimicrobial Resistance Creates Threat to Chimpanzee Health and Conservation in the Wild”, pubblicato su Pathogens da un team di ricercatori Usa e della Tanzania guidati dalla Emory University, dimostra che quasi la metà dei campioni fecali di scimpanzé selvatici del Gombe National Park in Tanzania (resi famosi dagli studi sul campo di Jane Goodall) «Contiene batteri resistenti a una delle principali classi di antibiotici comunemente usati dalle persone nelle vicinanze del parco».

L’autore senior dello studio, Thomas Gillespie, del Department of environmental sciencese della Rollins School of Public Health della Emory, sottolinea che «I nostri risultati suggeriscono che i batteri resistenti agli antibiotici si stanno effettivamente diffondendo dalle persone ai primati non umani facendosi strada nel bacino idrico locale. Le persone fanno il bagno e si lavano nei ruscelli, contaminando l’acqua con batteri resistenti ai farmaci dove bevono gli scimpanzé selvatici e i babbuini».

I ricercatori hanno testato la presenza di geni che conferiscono resistenza ai sulfonamidi – farmaci spesso utilizzati nella regione per trattare le malattie diarroiche – nei campioni fecali di esseri umani, animali domestici, scimpanzé e babbuini all’interno e intorno al Gombe National Park e hanno anche analizzato l’acqua dei ruscelli utilizzata da esseri umani e animali. Ne è venuto fuori che «La resistenza al sulfonamide è comparsa nel 74% dei campioni umani complessivi, nel 48% dei campioni di scimpanzé, nel 34% dei campioni di babbuino e nel 17% dei campioni di animali domestici. Il sulfonamide è stata rilevata anche nel 19% dei campioni prelevati da corsi d’acqua condivisi da persone, animali domestici e fauna selvatica».

I ricercatori hanno anche testato tutti i gruppi nello studio per i geni che conferiscono resistenza alla tetraciclina, un’altra classe di antibiotici che viene utilizzata molto meno frequentemente da chi vive nei dintorni del Parco di Gombe, probabilmente perché è più costosa e meno disponibile, ed dicono che «Come previsto, pochissimi campioni fecali di uno qualsiasi dei gruppi e nessuno dei campioni di acqua dei torrenti hanno mostrato prove di resistenza alla tetraciclina»

Gillespie è un ecologo delle malattie che ha contribuito a creare l’approccio “One Health” per proteggere gli esseri umani, gli ecosistemi e la biodiversità. I suoi progetti in Africa, inclusa la collaborazione con il Jane Goodall Institute in Tanzania, sono incentrati sull’aiutare gli agricoltori che vivono in foreste frammentate a coesistere con primati e altri animali selvatici in modi da ridurre al minimo il rischio di spillover, lo scambio di patogeni, e fa notare che «Il virus che causa l’AIDS, ad esempio, si è diffuso dagli scimpanzé alle persone. E’ importante considerare entrambi i lati della storia: salute e benessere umani, nonché conservazione degli scimpanzé e di altre specie».

L’invasione umana dei territori selvatici, causando la frammentazione degli habitat, ha avuto un impatto sulle grandi scimmie, favorendo lo scambio di agenti patogeni. Oggi, il numero di scimpanzé nel Gombe National Park è sceso a circa 95.

Nell’area le malattie diarroiche sono comuni nella zona e le persone spesso le curano con antibiotici sulfamidici economici che sono disponibili senza prescrizione medica in piccoli negozi che fungono da farmacie informali dove vengono venduti farmaci, sapone e altre beni di prima necessità. Anche gli scimpanzé selvatici soffrono di malattie da deperimento che possono essere correlate a batteri e altri patogeni enterici che influenzano la loro capacità di mantenere l’apporto calorico e assorbire i nutrienti.

Gillespie evidenzia che «La maggior parte delle persone nel nostro campionamento ospitava batteri resistenti ai farmaci sulfamidici che stanno assumendo. In quei casi, spendono i loro soldi per un farmaco che non li aiuta a stare meglio. L’uso eccessivo di tali farmaci crea il potenziale per l’emergere di “super bugs” più letali e resistenti agli antibiotici».

I risultati della ricerca serviranno a orientare meglio gli interventi: «Sono necessarie ulteriori indicazioni a livello locale per quanto riguarda l’uso corretto degli antibiotici . conclude Gillespie – E’ anche importante migliorare l’igiene per le attività legate al lavaggio nei corsi d’acqua della zona, nonché migliorare lo smaltimento dei materiali di scarto umani. Facendo un uso improprio degli antibiotici, le persone possono in realtà danneggiare non solo se stesse, ma anche le specie con cui condividono un ambiente. Dopo che i batteri resistenti ai farmaci sono penentrati negli scimpanzé, possono evolversi ulteriormente con gli scimpanzé e poi riversarsi negli esseri umani. Dobbiamo pensare alle malattie infettive all’interno di quadri evolutivi ed ecologici, qualcosa che spesso non viene fatto in medicina».

14 mag 2021

La rinascita dei borghi parte dalle reti (non solo digitali)

@ - La pandemia ha rilanciato il recupero dei territori: per smart working, ma anche per turismo all’insegna della sostenibilità

Vado a vivere in un borgo. Anzi, a lavorare in un borgo. L’idea piace a sempre più italiani, stuzzicati anche dalla pandemia che ha cambiato lo stile di vita di molti. Due piccioni con una fava, perché il recupero delle aree interne fa parte di una strategia da tempo sostenuta anche dal nostro Paese.

E così, al borgo si pensa come un luogo dove vivere, continuare la propria professione o magari iniziare nuovi lavori. Utili anche al territorio. «Ripopolare i borghi appenninici deve ripartire dalla creazione di competenze – è il pensiero di Gabriele Locatelli, delegato SlowFood Italia per le foreste sostenibili -. Chi vive in montagna deve poter progettare nuove economie partendo dalle possibili opportunità che la montagna offre. Da quelle economie storiche che devono rimanere i pilastri della sua ricostruzione post esodo iniziato negli anni Sessanta e non ancora terminato». Gestione forestale, agricoltura di qualità e di prossimità, conservazione del paesaggio, attività primarie, sono le prime professioni suggerite cui si aggiungono turismo sostenibile e lavoro a distanza.

Al centro reti telematiche e trasporti
Potrebbe succedere, quindi, che ci si trasferisca per lavorare in smart working, ma che poi si aprano altri orizzonti. Pronti a tutto. Anche a risolvere dettagli non banali, come quelli che la vita in un borgo richiede. Sono da “sistemare” in primis gli accessi «alle vie telematiche avanzate – riprende Locatelli - cui va aggiunto un ammodernamento della rete dei trasporti che non deve essere concepita come asfalto, ma come competitività del trasporto pubblico con quello privato attraverso un massiccio utilizzo delle tecnologie».

C’è chi dice che con il 5G tutto sarà più facile. Ma a parte dover attendere l’estate 2022, la concentrazione maggiore si avrà in Piemonte (30 i centri che saranno raggiunti dal servizio) e Liguria, oltre che sull’Appennino a cavallo tra Lazio, Abruzzo e Molise. Mentre nell’elenco non c’è nessun comune in Umbria, Puglia e Basilicata.

In assenza di banda larga ci si dovrà organizzare diversamente. Lo dimostra AttivAree, progetto avviato da Fondazione Cariplo che ha potuto contare su 10 milioni di euro per aumentare l’attrattività delle aree interne in area Oltrepò pavese e Val Trompia (Brescia). Come racconta Elena Jachia, direttore area ambiente di Fondazione Cariplo, «il progetto bresciano ha puntato sulle tecnologie e sullo sviluppo di reti comunitarie. La banda ultralarga è stata attivata in sette piccoli Comuni non ancora dotati di fibra e avviato il fascicolo digitale d’impresa, che ha semplificato la vita burocratica di aziende e imprenditori». Su questo tema bisogna lavorare ancora molto visto che la banda ultralarga – come fa notare l’economista territoriale di Caire Consorzio per Uncem Giampiero Lupatelli in un report firmato da Legambiente e Symbola - nei piccoli Comuni copre il 17,4% delle utenze servite contro una media nazionale del 66,9%.

Abitudini da modificare
Attenzione, allora, all’attrattiva dello smartworking nei borghi. Il salto nel vuoto è dietro l’angolo. «Chi vive da sempre in una città, anche media, ha abitudini difficili da cambiare - sostiene Marco Bussone, presidente di Uncem -. Tanti borghi nei territori alpini e appenninici non sono semplici da vivere. Occorre definire un processo preciso. Sapere cosa si perde e cosa si può trovare». Anche Carlo Bagnoli, ordinario presso il dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e fondatore dello spinoff Strategy Innovation, ritiene che attirare gli smartworker non sia l’unica e neanche la più promettente soluzione per rilanciare i borghi. Bagnoli crede, invece, nel potenziale del turismo smart perseguibile grazie alla combinazione di intelligenza artificiale e una sempre maggiore disponibilità di dati: «Il coinvolgimento della comunità locale è il motore fondamentale per lo sviluppo di un’esperienza di viaggio potenziata e a valore aggiunto e per questo, con il supporto della Regione Veneto, abbiamo dato vita alla Rir Smart Destinations in The Land of Venice 2026. Lo scopo è valorizzare le località meno note del Veneto per superare la concentrazione turistica su Venezia, che sta danneggiando la città sia dal punto di vista ecologico che da quello sociale».

La tecnologia al centro della futura vita nei borghi, dunque. Anche per evitare qualsiasi tipo di isolamento. Dario Mancini, regional manager Italy & Emea Emerging Markets di Waze, svela come una delle più note app usate dagli automobilisti possa dare una mano: «sentirsi parte di una comunità, proprio come avviene in un piccolo borgo, è un aspetto fondamentale ed è per questo motivo che i nostri Wazer scelgono volontariamente di generare in tempo reale informazioni anche sulle condizioni stradali». Frane o eventuali dissesti compresi. Per sopperire a eventuali perdite di segnale, Waze ha creato il programma gratuito Waze Beacons: microcontroller a basso consumo, alimentati a batterie che comunicano con il dispositivo di navigazione attraverso la tecnologia Bluetooth.

13 mag 2021

Covid, Draghi vuole ripartire dal turismo. L'ipotesi: eliminare la quarantena

@ - Il premier: "Riapriamo ai viaggiatori". Basterà un test negativo o il pass vaccinale per entrare in Italia.

La parola chiave è turismo. La strategia di Draghi si articola intorno all’esigenza di salvare la stagione estiva. Sia sul versante della prudenza che su quello delle riaperture. Uno dopo l’altro, i tasselli del dibattito pubblico trovano il loro posto nel quadro che il premier disegna a Montecitorio: "Il nostro obiettivo è quello di riaprire al più presto il Paese sia ai viaggiatori italiani che a quelli stranieri". Di qui la modifica delle misure in vigore per garantire accessi senza quarantena con la presentazione di un tampone negativo dagli Stati dell’area Schengen. Ma l’obiettivo del presidente del Consiglio è eliminare la quarantena anche per i vaccinati in arrivo dai Paesi del G7, quelli "come Usa, Canada e Giappone", che portano più soldi.

11 mag 2021

Spillo, la storia del gatto sindaco di Stimigliano

@ - Succede a Stimigliano, un paesino della Sabina, nella provincia di Rieti, dove un gatto di nome Spillo ogni giorno puntualmente fa visita al suo municipio. Spillo vive nel centro storico del paese, ma da subito nutre una forte passione per le istituzioni. Ogni mattina, il gatto scrupoloso, timbra il suo cartellino e inizia il giro di controllo negli uffici.


Dopo un breve periodo da dipendente ha tentato la scalata al potere occupando costantemente l’ufficio del sindaco, tantochè dai suoi colleghi all’unanimità è stato insignito con la fascia tricolore e da lì ebbe inizio la suggestiva favola di Spillo, il gatto sindaco. A raccontarci questo particolare aneddoto è il vero primo cittadino, Franco Gilardi: “Spillo ormai fa parte della nostra squadra. Partecipa anche alle riunioni di maggioranza e i dipendenti lo viziano con coccole e croccantini, ma lui ama mantenere la sua privacy e il suo romanticismo e la sera torna sempre a dormire al vicolo Del Bacio.



Ormai si è creato un rapporto di amicizia al punto che se la mattina Spillo non si presenta al lavoro i suoi colleghi chiedono notizie sul suo conto. Considerata questa bellissima esperienza lavorativa, e soprattutto la complicità e l’amicizia instaurata tra uomo e animale all’interno di un’istituzione, non sarebbe sbagliato proporre l’adozione di un animale d’affezione anche all’interno degli uffici pubblici, ovviamente ove possibile. La presenza di Spillo conferma il detto che a Stimigliano non si può dire che non c’è mai un gatto” conclude il primo cittadino Gilardi.