13 feb 2024

3 feb 2024

Spuntano manifesti con il simbolo V per le vie di Mosca: ecco cosa significano

@ - Si avvicinano le elezioni presidenziali in Russia, in programma dal 15 al 17 marzo. Per ricordare l’importanza dell’evento le autorità hanno affisso particolari manifesti nei luoghi più affollati delle città del Paese.

Spuntano manifesti con il simbolo V per le vie di Mosca: ecco cosa significano
© Fornito da Il Giornale

I cartelloni, presenti nelle strade principali e nella metro, raffigurano un simbolo che rimanda alla guerra in Ucraina affiancato da una delle citazioni preferite del presidente Vladimir Putin. Sarà questo, ha spiegato la Commissione elettorale centrale (Cec), il logo ufficiale delle elezioni presidenziali del 2024: una V che presenta i tre colori della bandiera della Federazione Russa (bianco, rosso e blu) su uno sfondo bianco. Con sotto alcune emblematiche parole pronunciate da Putin: “Insieme siamo forti, Vota per la Russia”.

Il logo ufficiale delle elezioni in Russia
Secondo quanto riportato da The Moscow Times la scelta di questo logo servirebbe ad influenzare indirettamente il pubblico al fine di farlo votate per il leader in carica. La suddetta Commissione elettorale centrale ha spiegato che la lettera latina "V", nei colori della bandiera russa accanto alle parole "Insieme siamo forti - vota per la Russia!", sarebbe stata utilizzato per promuovere le elezioni del 17 marzo.

La lettera "V" (che non esiste nell’alfabeto cirillico) è apparsa per la prima volta sui carri armati diretti verso l'Ucraina all'inizio del 2022 (insieme alla letteraZ”), e da allora è stata usata dai funzionari russi per indicare il sostegno alla cosiddetta operazione militare speciale, mentre Putin ha spesso usato la frase "Insieme siamo forti" negli eventi pubblici.

Il Cremlino ha trasmesso in anticipo i suoi desideri alla Cec. Il logo doveva essere chiaramente collegato all'"operazione militare specialein Ucraina” ha spiegato una fonte anonima al richiamato sito russo. Pare che lo stesso Putin desiderasse fortemente impiegare manifesti del genere.

I simboli scelti dal Cremlino
Il simbolo e lo slogan sarebbero stati scelti per mostrare indirettamente che lo scopo principale del voto è "rieleggere il capo Putin", hanno dichiarato altri funzionari russi anonimi. “Questa frase è associata al presidente. Per la Russia, abbiamo solo Vladimir Putin. Tutti gli altri candidati non sono veri concorrenti per lui, non rappresentano una minaccia", ha aggiunto una delle voci.

Lo slogan, anche se non è un atto diretto di campagna per Putin, può essere visto come una forma di promozione indiretta della sua candidatura perché quella frase è stata più volte pronunciata dal leader russo. La lettera "V", che è diventata un simbolo pubblico solo dopo l’offensiva in Ucraina, è una sorta di approvazione implicita dell'operazione militare lanciata da Mosca contro Kiev.

Dalla salita al potere di Putin oltre 20 anni fa, i consulenti politici del Cremlino lo hanno dipinto come un uomo forte. Quell'immagine rimane il suo marchio di fabbrica ancora oggi. Dall'annessione della Crimea nel 2014, Putin ha ripetutamente invocato il tema dell'unità russa contro l'Occidente. Queste frasi e citazioni populiste spesso si sono fatte strada attraverso il merchandising di Putin comunemente esposto nei negozi online russi e nei negozi di souvenir. Adesso sono apparse anche sui cartelloni che annunciano le elezioni presidenziali.

20 gen 2024

Nato e l'annuncio choc: «I civili devono prepararsi a una guerra totale con la Russia nei prossimi 20 anni»

@ - «I civili devono prepararsi per una guerra totale con la Russia nei prossimi 20 anni», ha avvertito un alto funzionario militare della Nato. Se le forze armate sono pronte per lo scoppio della guerra, i privati ​​cittadini devono essere pronti per un conflitto che richiederebbe un cambiamento radicale nelle loro vite, ha detto il Presidente del Comitato militare Rob Bauer. In caso di scoppio di una guerra sarà necessario mobilitare un gran numero di civili e i governi dovrebbero mettere in atto sistemi per gestire il processo, ha proseguito Bauer nell'incontro di giovedì a Bruxelles.

Pace «non scontata»

Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato «devono capire» che non si può più dare la pace per «scontata» nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari «con uomini e mezzi». Lo ha detto il Presidente del Comitato militare della Nato, l'ammiraglio Rob Bauer, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore alleati. Commentando la pubblicazione dei piani militari tedeschi di un possibile scontro con la Russia a est, Bauer ha detto: «non mi pare una novità, Mosca per noi è una minaccia e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure».

La paura di Berlino
«Sentiamo minacce quasi ogni giorno dal Cremlino di recente di nuovo contro i nostri amici degli Stati baltici» e «dobbiamo quindi tenere conto del fatto che Vladimir Putin potrebbe un giorno attaccare perfino un Paese della Nato». Lo ha detto il ministro tedesco della Difesa, Boris Pistorius, in un'intervista a Tagesspiegel riportata da Dpa. «I nostri esperti prevedono un periodo di cinque-otto anni», prima che «questo potrebbe essere possibile», spiega Pistorius, secondo cui un attacco russo non è invece probabile oggi. Il ministro tedesco ribadisce inoltre la necessità che le Forze Armate tedesche diventino «adatte alla guerra» e spiega di voler rendere consapevole e «svegliare» la società tedesca in merito.

La Svezia si prepara alla guerra
Adml Bauer, un ufficiale della marina olandese che è presidente del comitato militare della NATO, ha elogiato la Svezia per aver chiesto a tutti i suoi cittadini di prepararsi alla guerra prima che il paese aderisca formalmente all'alleanza. La mossa di Stoccolma, annunciata all'inizio di questo mese, ha portato ad un aumento dei volontari per l'organizzazione di protezione civile del paese e ad un picco nelle vendite di torce e radio alimentate a batteria.

Il piano
La prossima settimana circa 90.000 soldati della Nato inizieranno la più grande esercitazione militare del blocco dai tempi della Guerra Fredda. L’operazione Steadfast Defender 2024 ha più che raddoppiato le sue dimensioni da quando è stata annunciata lo scorso anno ed è esplicitamente progettata per preparare l’alleanza a un’invasione russa. La Gran Bretagna ha impegnato circa 20.000 soldati, oltre a carri armati, artiglieria e aerei da combattimento nelle esercitazioni che si svolgeranno in tutta Europa fino a maggio. Ma gli alti funzionari della Nato sono sempre più preoccupati che i governi e i produttori privati ​​di armi restino indietro nei preparativi sul fronte interno.

Nato, annuncio choc del Presidente del Comitato militare: «Guerra totale con la Russia nei prossimi 20 anni»© Fornito da Il Messaggero

Le armi
Le scorte di armi e munizioni sono state prosciugate dal conflitto in Ucraina e ci vorranno anni per ricostituirle all’attuale ritmo di produzione. Nel frattempo, la Russia ha triplicato le spese militari portandole al 40% dell’intero bilancio nazionale, accelerando drasticamente le linee di produzione. "Dobbiamo essere più pronti su tutto lo spettro", ha detto Adml Bauer. “Bisogna avere un sistema in atto per trovare più persone in caso di guerra, che lo faccia o meno. Allora si parla di mobilitazione, riservisti o coscrizione. “Bisogna poter contare su una base industriale in grado di produrre armi e munizioni abbastanza velocemente da poter continuare un conflitto se ci si trova dentro”.

Nato, annuncio choc del Presidente del Comitato militare: «Guerra totale con la Russia nei prossimi 20 anni»© Fornito da Il Messaggero

La minaccia russa
Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato «devono capire» che non si può più dare la pace per «scontata» nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari «con uomini e mezzi». Lo ha detto il Presidente del Comitato militare della Nato, l'ammiraglio Rob Bauer, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore alleati. Commentando la pubblicazione dei piani militari tedeschi di un possibile scontro con la Russia a est, Bauer ha detto: «non mi pare una novità, Mosca per noi è una minaccia e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure».

6 gen 2024

Alex Baiocco, chi è il giovane che ha teso un cavo d'acciaio a Milano: «Chiedo scusa, non volevo uccidere». Convalidato l'arresto

@ - Strage, attentato alla sicurezza dei trasporti, blocco stradale e ricettazione. Sono le accuse che hanno portato all'arresto di Alex Baiocco, il ragazzo che ieri - 4 gennaio - ha teso un cavo d'acciaio in strada in viale Toscana a Milano, creando un trappola potenzialmente mortale per automobilisti e non solo.

Alex Baiocco, chi è il giovane che ha teso un cavo d'acciaio in strada a Milano: «L'ho fatto per gioco». Convalidato l'arresto© Ansa

Oggi è stato sentito dal gip che ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare a San Vittore.

L'allarme era stato dato da un residente che aveva visto tre giovani tirare un cavo ad altezza d'uomo, fissandolo a una pensilina dell'Atm e a un albero. I militari sono subito intervenuti recidendolo ed evitando conseguenze per motocilisti e automobilisti. Con lui c'erano due complici che sono riusciti a fuggire e che i carabinieri stanno cercando di indentificare.

Chi è Alex Baiocco?
Ventiquattro anni, capelli lunghi, smalto nero sulle unghie: dagli account social di Alex Baiocco emerge il profilo di un ragazzo dai gusti certamente particolari, ma che di certo mai farebbero pensare a un soggetto pericoloso. Del resto, lui stesso ha raccontato di aver posizionato quel cavo d'acciaio in strada «per gioco», perché si stava «annoiando», rendendosi immediatamente conto di aver «fatto una ca**ata». Baiocco, residente in zona Porta Romana, era noto alle forze dell'ordine per alcuni piccoli precedenti.

Con lui due complici, di cui il giovane non ha voluto fare il nome, ma che ha ammesso di aver conosciuto via social. Loro, a differenza di Baiocco, all'arrivo dei carabinieri sono riusciti a scappare. Ma la loro fuga è destinata a non durare ancora a lungo.

«Chiedo scusa, non volevo uccidere» «Chiedo scusa per quello che ho fatto, ho sbagliato. Al momento non mi sono reso conto della gravità, ma non volevo uccidere nessuno», ha detto Alex Baiocco, durante l'interrogatorio davanti al gip Domenico Santoro, il giovane arrestato nella notte tra l'altro ieri e ieri per aver teso un cavo d'acciaio in viale Toscana a Milano con due complici non ancora indentificati. Il 24enne, come ha riferito l'avvocato Dario Trovato, è «distrutto» per quello che è accaduto e «non si dà pace». Ora è in attesa del provvedimento del giudice al quale tocca decidere se convalidare o meno l'arresto e disporre il carcere e soprattutto se contestare l'accusa di strage ipotizzata dal pm Enrico Pavone assieme all'attentato alla sicurezza dei trasporti.

13 dic 2023

Mercato libero 2024: Costi dell’Energia calmierati per 4,5 Milioni di Famiglie Italiane Vulnerabili

@ - L'Italia si avvicina alla transizione dal mercato tutelato a quello libero, prevista per Gennaio 2024. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle nuove regolamentazioni nel mercato tutelato per la distribuzione di energia elettrica implementando misure che, secondo quanto affermato da Palazzo Chigi, rispettano gli obblighi presi con il Pnrr aventi l’obiettivo di facilitare un passaggio graduale al mercato libero.


L'Italia si avvicina alla transizione dal mercato tutelato a quello libero, prevista per Gennaio 2024. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle nuove regolamentazioni nel mercato tutelato per la distribuzione di energia elettrica implementando misure che, secondo quanto affermato da Palazzo Chigi, rispettano gli obblighi presi con il Pnrr aventi l’obiettivo di facilitare un passaggio graduale al mercato libero.

Prezzi Stabili per le Famiglie Italiane Vulnerabili
Con la ratifica delle nuove normative, il Consiglio dei ministri ha delineato un percorso per la realizzazione del passaggio al mercato libero dell’energia.
Circa 4,5 milioni di nuclei familiari classificati come “vulnerabili” manterranno l'accesso a forniture di energia elettrica a tariffe regolate, nonostante la liberalizzazione del mercato.
Le famiglie vulnerabili, identificate come quelle in gravi condizioni di salute, con apparecchiature salva-vita in casa, in condizioni economiche svantaggiate o con età superiore ai 75 anni, potranno dunque continuare a beneficiare di tariffe energetiche calmierate.
Inoltre, è prevista una campagna informativa specifica per accompagnare al meglio i consumatori nel passaggio al mercato libero. Anche Arera, insieme al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle principali associazioni dei consumatori, assicurerà un monitoraggio costante delle attività degli operatori e dei prezzi.

Oltre a ciò, lo stesso processo di pagamento delle bollette verrà semplificato, con la possibilità di cambiare facilmente la domiciliazione bancaria e la libertà di scegliere il proprio fornitore.

Occorre poi ricordare che, in linea generale, questa transizione punta non solo a modificare la struttura del mercato, ma anche a prevenire aumenti ingiustificati dei prezzi e a garantire una fornitura energetica equa e trasparente, con un occhio di riguardo verso le famiglie in difficoltà.

Negli ultimi anni, l’andamento del PUN per la luce e del PSV per il gas sono stati i seguenti:
Implicazioni per le Aziende e Sviluppo Energetico Sostenibile
Il decreto legislativo che incornicia queste modifiche riguarda non solo le famiglie, ma ha anche importanti implicazioni per le aziende, in particolare per quelle che basano la propria attività principalmente sull’utilizzo dell’energia elettrica o di gas.

Difatti, tale decreto presenta alcune disposizioni che avranno delle conseguenze sui costi di gas ed elettricità e anche sulla decarbonizzazione, in particolare sullo stoccaggio della Co2 e sulla localizzazione degli impianti a fonti rinnovabili.

Inoltre, verranno implementate delle misure per sviluppare la nuova capacità di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese energivore, a dimostrazione di come la riforma energetica del 2024 rappresenta un passo significativo verso un futuro energetico più sostenibile e responsabile in Italia.

In conclusione, questa transizione, sebbene complessa, si preannuncia come un importante passo avanti verso un sistema energetico più efficiente, sostenibile ed equo. Le famiglie italiane e le aziende si trovano di fronte a una serie di cambiamenti e opportunità, che richiedono particolare attenzione e spirito di adattamento, e la tutela dello stato non può che essere d’aiuto nel soddisfare le loro esigenze.