La carica degli urtisti fa chiudere il Colosseo - Roma Capitale - iltempo: "La rabbia è scoppiata e ancora una volta, per quasi un'intera giornata, il Colosseo è diventato teatro di una protesta. Questa volta sono stati gli urtisti, un centinaio circa, ai quali si è unito un gruppo di centurioni, ad alzare la voce dopo l'incontro in mattinata con il prefetto di Roma che non ha sortito l'effetto sperato, ovvero quello di farli tornare sui percorsi giubilari. Da qui la decisione di manifestare prima in piazza Santi Apostoli per poi dirigersi verso il Colosseo percorrendo via dei Fori Imperiali. Le ordinanze di Tronca, che prima hanno vietato l'accesso nelle zone ad alta afflusso turistico ai procacciatori turistici e ai risciò, poi ai centurioni estendendone in un secondo momento anche l'area off limits, hanno per ultimo «colpito» gli urtisti ai quali è stato chiesto di sloggiare anche dall'area del Vaticano. «Così non possiamo più lavorare – tuona Fabio Gigli, presidente degli urtisti romani – ci hanno detto che possiamo metterci in via San Gregorio, ma a fare cosa? Lì non passa nessuno, tanto vale starsene a casa». Fatto sta, la loro presenza sembra abbia impedito ad un certo punto anche il regolare ingresso ai turisti nell'Anfiteatro che per questo motivo è stato fatto chiudere circa una mezz'ora. Secondo la ricostruzione fornita dalla sovrintendenza, gli urtisti sono arrivati alle 12.15 ad una delle entrate del Colosseo, facendo cadere le transenne che delimitano di solito le file. Da qui la decisione di chiudere l'ingresso dell'Anfiteatro per mezz'ora. Verso l'una poi è stata riaperta l'entrata che di solito viene destinato ai gruppi per poi far tornare tutto alla normalità poco dopo. Il direttore della sovrintendenza, Rossella Rea, starebbe comunque valutando l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio, un po' come era accaduto per le assemblee sindacali dei dipendenti dei Beni Culturali.
Ma gli urtisti non vogliono sentire ragioni. «Qui si sta giocando con la sopravvivenza di 200 famiglie – continua Gigli – noi abbiamo incontrato il sub commissario Castaldo, poi abbiamo il prefetto che però ci ha detto che dobbiamo dargli tempo per cercare una soluzione, ma noi non lo abbiamo». Dopo l'allontanamento degli urtisti (e dei centurioni) dal Colosseo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione della questura, per motivi di sicurezza, di spostare una decina di postazioni di urtisti dall'area del Vaticano per tutta la durata del Giubileo offrendo come alternative delle strade, come appunto via San Gregorio, che a detta della categoria sono poco o per nulla redditizie. La controproposta degli operatori è stata quella di essere sì spostati, ma solo in occasioni di determinati eventi o per particolari ragioni. «Non vogliamo discutere le ragioni della questura e i motivi di ordine pubblico – aveva dichiarato a Il Tempo il presidente degli urtisti romani – ma solo far presente che non ci si può chiedere un sacrificio del genere per tutta la durata del Giubileo, perché così siamo destinati a non lavorare proprio più».
Damiana Verucci
"
Ma gli urtisti non vogliono sentire ragioni. «Qui si sta giocando con la sopravvivenza di 200 famiglie – continua Gigli – noi abbiamo incontrato il sub commissario Castaldo, poi abbiamo il prefetto che però ci ha detto che dobbiamo dargli tempo per cercare una soluzione, ma noi non lo abbiamo». Dopo l'allontanamento degli urtisti (e dei centurioni) dal Colosseo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione della questura, per motivi di sicurezza, di spostare una decina di postazioni di urtisti dall'area del Vaticano per tutta la durata del Giubileo offrendo come alternative delle strade, come appunto via San Gregorio, che a detta della categoria sono poco o per nulla redditizie. La controproposta degli operatori è stata quella di essere sì spostati, ma solo in occasioni di determinati eventi o per particolari ragioni. «Non vogliamo discutere le ragioni della questura e i motivi di ordine pubblico – aveva dichiarato a Il Tempo il presidente degli urtisti romani – ma solo far presente che non ci si può chiedere un sacrificio del genere per tutta la durata del Giubileo, perché così siamo destinati a non lavorare proprio più».
Damiana Verucci
"
'via Blog this'
Nessun commento:
Posta un commento