@ - Più di due milioni di musulmani iniziano oggi l'hajj annuale, uno dei più grandi raduni religiosi del mondo e uno dei cinque pilastri dell'Islam, da intraprendere almeno una volta nella vita da tutti i musulmani.
A migliaia di chilometri di distanza da dove sono avvenute il 15 marzo le stragi di Christchurch in Nuova Zelanda, oltre due milioni di musulmani si sono radunati alla Mecca per l'hajj. Tra questi, ci sono 200 vittime delle sparatorie di Christchurch con le loro famiglie, ospitate dal re saudita Salman bin Abdulaziz.
Alcuni membri del gruppo sono ancora feriti e sperano, hanno dichiarato, di ricevere pace e guarigione dal pellegrinaggio. "Arrivare in un luogo sacro come la Mecca è un grande sollievo. E' come una vacanza da quello che ti è successo in quel luogo", ha detto Shehadeh Al Sinawi, arrivata con le stampelle.
Le nove cicatrici di Temel Atacocugu sono ancora visibili.Ma quello che proprio non riesce a dimenticare sono le immagini ricorrenti di quel giorno maledetto nella moschea e soprattutto il volto di Trennant, il killer. Dopo essersi avvicinato così tanto alla morte quasi cinque mesi fa, Atacocugu sente di essere "rinato". E questa settimanaa La Mecca intende esprimere la sua gratitudine a Dio per aver avuto la possibilità di una nuova vita. Il 44enne è tra i 200 ospiti del re Salman, che sta pagando i loro biglietti aerei, l'alloggio e i trasporti.

Temel Atacocugu, colpito 9 volte durante l'attacco di Christchurch.
Le prove del vestito per il viaggio a La Mecca
L'hajj consiste in una serie di riti religiosi che si completano in cinque giorni nella città più santa dell'Islam e nei suoi dintorni nell'Arabia Saudita occidentale. "Tutte le forze militari di Stato sono state schierate, siamo orgogliosi di servire come 'ospiti di Dio'", ha detto il portavoce delle forze di sicurezza Bassam Attia. In totale circa 2,5 milioni di fedeli, la maggioranza dall'estero, quest'anno intraprenderanno il pellegrinaggio, secondo i media locali. "Più di 1,8 milioni di visti sono stati consegnati online senza la necessità di intermediari. E' un successo", ha dichiarato Hatim bin Hassan Qadi, funzionario del ministero dell'hajj.
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