Olio di palma: i capi d’accusa presentati in tv | Consumatrici.it: "L’olio di palma contiene sostanze cancerogene. A dare la notizia è l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che lancia un allarme sui rischi per la salute dei consumatori, in particolare di bambini e adolescenti, più esposti alla sostanza, attraverso margarine, dolci e torte. E rilancia il dibattito sull’olio (o grasso) di palma, finora considerato pericoloso soprattutto a causa dell’eccessiva quantità di grassi saturi che veicola attraverso i tanti prodotti alimentari che lo contengono.
Se ne è parlato anche ieri mattina a Mi Manda Rai Tre, la trasmissione condotta da Elsa Di Gati.
Per consumatrici.it ha partecipato Marta Strinati (a sinistra), l’autrice di questo articolo, che ha fatto valere gli argomenti che illustra qui, mentre per l’Unione olio di palma sostenibile è intervenura Francesca Ronca (a destra di chi guarda) apparsa abbastanza in difficoltà nella difesa del prodotto da tempo contestato.
Tre contaminanti
Le sostanze tossiche analizzate dall’Efsa sono tre. Si tratta di contaminanti a base di glicerolo che rimangono negli oli vegetali raffinati ad alta temperatura (200 gradi). Si trovano in tutti gli oli vegetali ottenenuti con questo processo industriale, ma la maggiore quantità si trova nell’olio di palma, afferma l’Efsa in un corposo dossier scientifico.
Presente in moltissimi prodotti alimentari
L’olio di palma è presente in una grandissima quantità di prodotti alimentari.
Si trova quasi sempre in merendine, biscotti, cracker, grissini, pane a cassetta e tanti altri prodotti da forno.
È largamente presente nei piatti pronti, e viene impiegato in ristoranti, pizzerie e friggitorie per friggere. Persino nei dadi compare il grasso tropicale ottenuto dalla palma, come emerge nel test comparativo condotto da consumatrici.it su 36 dadi, tra cubetti, granulari, liquidi e mousse.
Il GE, il più pericoloso
Dei tre composti che hanno fatto lanciare l’allarme in Efsa, i GE (glicidil esteri degli acidi grassi) sono i più pericolosi. Helle Knutsen, presidente del gruppo di lavoro Contam dell’Efsa, ha dichiarato senza mezze misure: “Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo (prodotto dalla digestione del GE, ndr) sia genotossico e cancerogeno”.
La pericolosità di questo composto – presente in quantità doppia nei prodotti industriali fino al 2015 – non consente di prevedere una soglia massima di esposizione. Semplicemente, deve essere eliminato.
Più a rischio i bambini
Secondo l’Efsa, i GE sono una minaccia alla salute di tutti i consumatori ma le fasce di età più a rischio riguardano i più piccoli. In particolare, per i bambini nutriti solo con alimenti per lattanti è vero allarme: la loro esposizione è fino a 10 volte superiore a quella che produce lieve preoccupazione per la salute pubblica.
Gli altri due contaminanti
Per gli altri due contaminanti più presenti nell’olio di palma che negli altri oli vegetali e nelle margarine, l’Efsa ha cercato di calcolare il livello di esposizione della popolazione. Per uno di essi – 3-MCPD (3-monocloropropandiolo) – ha valutato un livello eccessivo, superiore ai limiti di sicurezza, per i minori di 18 anni e ha pertanto fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,8 microcrammi per kg di peso al giorno. Per limitare questo contaminante, sottolinea l’Efsa, l’industria non ha fatto nulla, i livelli sono gli stessi dei precedenti 5 anni.
Per l’altro composto – 2-MCPD (2-monocloropropandiolo) – non vi sono sufficienti informazioni per stabilire un livello di sicurezza, ma l’esposizione è identica al suo omonimo preceduto dal 3.
Importanti le etichette
Imparare a leggere le etichette per scartare i prodotti con olio di palma sembra insomma l’unico accorgimento utile per proteggere la propria salute e quella dei bambini."
Se ne è parlato anche ieri mattina a Mi Manda Rai Tre, la trasmissione condotta da Elsa Di Gati.
Per consumatrici.it ha partecipato Marta Strinati (a sinistra), l’autrice di questo articolo, che ha fatto valere gli argomenti che illustra qui, mentre per l’Unione olio di palma sostenibile è intervenura Francesca Ronca (a destra di chi guarda) apparsa abbastanza in difficoltà nella difesa del prodotto da tempo contestato.
Tre contaminanti
Le sostanze tossiche analizzate dall’Efsa sono tre. Si tratta di contaminanti a base di glicerolo che rimangono negli oli vegetali raffinati ad alta temperatura (200 gradi). Si trovano in tutti gli oli vegetali ottenenuti con questo processo industriale, ma la maggiore quantità si trova nell’olio di palma, afferma l’Efsa in un corposo dossier scientifico.
Presente in moltissimi prodotti alimentari
L’olio di palma è presente in una grandissima quantità di prodotti alimentari.
Si trova quasi sempre in merendine, biscotti, cracker, grissini, pane a cassetta e tanti altri prodotti da forno.
È largamente presente nei piatti pronti, e viene impiegato in ristoranti, pizzerie e friggitorie per friggere. Persino nei dadi compare il grasso tropicale ottenuto dalla palma, come emerge nel test comparativo condotto da consumatrici.it su 36 dadi, tra cubetti, granulari, liquidi e mousse.
Il GE, il più pericoloso
Dei tre composti che hanno fatto lanciare l’allarme in Efsa, i GE (glicidil esteri degli acidi grassi) sono i più pericolosi. Helle Knutsen, presidente del gruppo di lavoro Contam dell’Efsa, ha dichiarato senza mezze misure: “Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo (prodotto dalla digestione del GE, ndr) sia genotossico e cancerogeno”.
La pericolosità di questo composto – presente in quantità doppia nei prodotti industriali fino al 2015 – non consente di prevedere una soglia massima di esposizione. Semplicemente, deve essere eliminato.
Più a rischio i bambini
Secondo l’Efsa, i GE sono una minaccia alla salute di tutti i consumatori ma le fasce di età più a rischio riguardano i più piccoli. In particolare, per i bambini nutriti solo con alimenti per lattanti è vero allarme: la loro esposizione è fino a 10 volte superiore a quella che produce lieve preoccupazione per la salute pubblica.
Gli altri due contaminanti
Per gli altri due contaminanti più presenti nell’olio di palma che negli altri oli vegetali e nelle margarine, l’Efsa ha cercato di calcolare il livello di esposizione della popolazione. Per uno di essi – 3-MCPD (3-monocloropropandiolo) – ha valutato un livello eccessivo, superiore ai limiti di sicurezza, per i minori di 18 anni e ha pertanto fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,8 microcrammi per kg di peso al giorno. Per limitare questo contaminante, sottolinea l’Efsa, l’industria non ha fatto nulla, i livelli sono gli stessi dei precedenti 5 anni.
Per l’altro composto – 2-MCPD (2-monocloropropandiolo) – non vi sono sufficienti informazioni per stabilire un livello di sicurezza, ma l’esposizione è identica al suo omonimo preceduto dal 3.
Importanti le etichette
Imparare a leggere le etichette per scartare i prodotti con olio di palma sembra insomma l’unico accorgimento utile per proteggere la propria salute e quella dei bambini."
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