«Mamme, tornate in voi»: l’appello della polizia su Facebook | High Tech | Il Secolo XIX: " Se su Facebook avete amici (e soprattutto amiche) con figli, li avrete visti anche voi quei post in cui parlavano della vita da mamme, accompagnati da tre foto dei loro bambini e dall’invito ad altre madri a condividere immagini simili.
Ecco, di questa “Sfida fra mamme” si è interessata anche la polizia, che attraverso la sua pagina “Una vita da social” , dedicata ai consigli per un uso più sicuro dei social network, ha invitato le mamme a «tornare in voi», ricordando che «da alcuni giorni circola questo messaggio tra le mamme, diffuso con il sistema delle “catene di Sant’Antonio”: “Sono stata nominata da (nome dell’amica) per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto, copia questo testo, inserisci le tue foto e scegli le grandi madri».
Da qui il consiglio: «Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. Quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono da foto condivise da voi"
Ecco, di questa “Sfida fra mamme” si è interessata anche la polizia, che attraverso la sua pagina “Una vita da social” , dedicata ai consigli per un uso più sicuro dei social network, ha invitato le mamme a «tornare in voi», ricordando che «da alcuni giorni circola questo messaggio tra le mamme, diffuso con il sistema delle “catene di Sant’Antonio”: “Sono stata nominata da (nome dell’amica) per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto, copia questo testo, inserisci le tue foto e scegli le grandi madri».
Da qui il consiglio: «Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. Quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono da foto condivise da voi"
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