Affittopoli, la Sovrintendenza revocail bando per i casali di Villa Pamphilj - Giubileo 2015 Corriere.it: "In piena «affittopoli» la Sovrintendenza capitolina revoca il bando, contestatissimo, con il quale si sarebbero affidati in concessione ai privati - associazioni, fondazioni, onlus - i «gioiellini» di villa Doria Pamphilj, quattro casali ristrutturati per il Giubileo del 2000 e poi però dimenticati, abbandonati, occupati. «Prezzi da Tufello - aveva denunciato anche «Italia Nostra» insistendo sul risvolto commerciale dell’iniziativa -. Si chiedono quattro soldi che non servono a nessuno tranne a coloro che, a bando vinto, avranno un guadagno consistente da punti ristoro e vendita di oggettistica: porteremo tutto alla Corte dei conti».
In effetti i canoni di locazione — «scontati» dell’80 per cento visto il carattere culturale e quindi «pubblico» dell’affidamento così come prevedono le delibere comunali — apparivano incredibilmente bassi: cascina Floridi (700 metri quadrati coperti più duemila di parco con bookshop, punto ristoro e vendita di oggettistica) 21 mila 840 euro all’anno, Cascina Legnara (158 metri quadrati) 5 mila 688 euro, poi Casetta ai Monti (158 metri quadrati) 2 mila 844 euro e Casetta Rossa del Lago (105 metri quadrati) 3 mila 654 euro sempre all’anno. Nessuna sorpresa quando, alla scadenza dei termini, la Sovrintendenza ha contato le offerte: 138, tantissime.
Ufficialmente, gli uffici stanno lavorando alla revoca del bando «a causa di nuove disposizioni in materia di anticorruzione» e, secondo problema, per «chiarire meglio i profili relativi alla ristrutturazione, ordinaria e straordinaria, degli immobili». Un nodo cruciale, che in qualche modo si lega anche alla vicenda del Casale dei Cedrati, all’interno della stessa villa, sequestrato venerdì scorso: i vigili, oltre agli abusi edilizi «incompatibili» coi vincoli del luogo, hanno contestato la preponderanza dell’attività commerciale (bar e ristorante) rispetto a quella culturale, durante il sopralluogo giudicata «marginale». Uno sbilanciamento che accomuna molte delle concessioni, più di 850 casi a Roma, sulle quali si concentra anche la magistratura contabile che indaga su «affittopoli». Il nuovo bando, con nuovi criteri di assegnazione e nuovi canoni, sarà ripubblicato a breve."
In effetti i canoni di locazione — «scontati» dell’80 per cento visto il carattere culturale e quindi «pubblico» dell’affidamento così come prevedono le delibere comunali — apparivano incredibilmente bassi: cascina Floridi (700 metri quadrati coperti più duemila di parco con bookshop, punto ristoro e vendita di oggettistica) 21 mila 840 euro all’anno, Cascina Legnara (158 metri quadrati) 5 mila 688 euro, poi Casetta ai Monti (158 metri quadrati) 2 mila 844 euro e Casetta Rossa del Lago (105 metri quadrati) 3 mila 654 euro sempre all’anno. Nessuna sorpresa quando, alla scadenza dei termini, la Sovrintendenza ha contato le offerte: 138, tantissime.
Ufficialmente, gli uffici stanno lavorando alla revoca del bando «a causa di nuove disposizioni in materia di anticorruzione» e, secondo problema, per «chiarire meglio i profili relativi alla ristrutturazione, ordinaria e straordinaria, degli immobili». Un nodo cruciale, che in qualche modo si lega anche alla vicenda del Casale dei Cedrati, all’interno della stessa villa, sequestrato venerdì scorso: i vigili, oltre agli abusi edilizi «incompatibili» coi vincoli del luogo, hanno contestato la preponderanza dell’attività commerciale (bar e ristorante) rispetto a quella culturale, durante il sopralluogo giudicata «marginale». Uno sbilanciamento che accomuna molte delle concessioni, più di 850 casi a Roma, sulle quali si concentra anche la magistratura contabile che indaga su «affittopoli». Il nuovo bando, con nuovi criteri di assegnazione e nuovi canoni, sarà ripubblicato a breve."
'via Blog this'
Nessun commento:
Posta un commento