Giubileo, Capitale in affanno - Roma Capitale - iltempo: "Altro che attrattiva per il commercio e le attività produttive. Ad un mese dall’inizio del Giubileo commercianti, albergatori, titolari di ristoranti e di locali lamentano addirittura un calo degli affari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segno che non solo il Giubileo non ha portato i tanto sperati guadagni per le attività, ma che l’allarme Isis e la paura degli attentati, che in qualche modo possono essere legati all’evento, ha fatto addirittura scappare i turisti. Così mentre gli albergatori parlano di un dicembre e di un inizio gennaio molto tiepidi sul fronte degli arrivi, i commercianti si sono aggrappati ormai soltanto ai saldi mentre i ristoranti, i bar e i locali dichiarano cali medi del 20% con punte del 40%. «Non possiamo certo sostenere che il Giubileo ad oggi abbia portato più arrivi e il ritorno economico per la città non sembra assolutamente paragonabile al Giubileo del 2000 - conferma Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma - ad oggi abbiamo la stessa occupazione delle camere alberghiere registrata a settembre, vale a dire circa il 70%. Significa che non solo non si è registrato il pienone ma rispetto allo stesso periodo dello scorso anno c’è un calo di uno, due punti percentuali». Calo dovuto, secondo Roscioli, al fatto che i turisti non interessati al Giubileo hanno preferito evitare Roma in questo momento e magari rimandare la visita in città ad un altro periodo. Tanto che segnali di ripresa ci sono per febbraio-marzo, ma è ancora presto per dare cifre e dati positivi. A pesare sull’andamento del turismo è stato sicuramente l’allarme Isis; almeno da quel punto di vista, però, fa sapere il presidente Federalberghi, «la situazione sta tornando lentamente alla normalità del periodo». Piangono lacrime amare i commercianti romani, che in un primo momento avevano creduto nel Giubileo. «I dati ci dicono che il ritorno economico per i negozianti legato all’evento è stato pressocché nullo - dice Rosario Cerra, presidente di Confcommercio Roma - eppure all’inizio si pensava potesse essere diversamente, se una gestione differente della città avesse saputo sfruttare l’occasione. Ma così non è stato. Ciò non toglie che si può sempre migliorare, il Giubileo è ancora lungo e ci sono degli eventi di forte richiamo per la città, penso ad esempio alla traslazione temporanea delle spoglie di Padre Pio nella chiesa a lui intitolata, che avverrà il prossimo 2 febbraio». Resta il fatto che i turisti legati all’evento straordinario non spendono nei negozi e nelle attività artigianali, anche se presenti lungo i percorsi giubilari. Nel cuore della città è evidente la scarsità dei turisti anche ai ristoratori e ai titolari di locali. «Non solo il Giubileo non ha portato un incremento delle presenze nei ristoranti e nei locali del centro - spiega Fabio Mina, presidente Lupe-Confesercenti - ma possiamo parlare di decremento della clientela rispetto allo scorso anno stimabile in un 20-30%. Del resto ce lo aspettavamo, questo tipo di turismo religioso è un turismo che non spende, in genere alloggia in b&b o case religiose e si organizza con pasti "fai da te", che non includono certo il ristorante». Ma non solo. La paura degli attentati ha allontanato romani e turisti dai locali e soltanto da qualche giorno i clienti si sentono a loro agio quando mangiano fuori casa. «Molti associati ci hanno fatto presente che stanno riprendendo piano piano le prenotazioni, ma si tratta più che altro della "solita" clientela o di turisti di passaggio, non legati al Giubileo», conclude Mina."
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